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Arezzo: Poti a Piedi raddoppia, ma "inciampa" nella "Rampichiana" Arezzo: Poti a Piedi raddoppia, ma "inciampa" nella "Rampichiana" Arezzo: Poti a Piedi raddoppia, ma

209 persone, più del doppio dello scorso anno, hanno voluto scoprire questo angolo di Arezzo che domina la città dalla collina di Poti. L'escursione, organizzata da Mauro Valenti patron della fondazione Arezzo Wave Italia in collaborazione con l’associazione A piede libero e con il Calcit ha visto una partecipazione particolarmente ampia. “Poti a piedi”, diventa così un appuntamento caro agli artini per tornare su quei luoghi che parlano di estati felici e spensierate. La realtà di oggi è bene diversa e la camminata serve anche, oltre che raccogliere fondi per il Calcit, ha lanciare l'ennesimo grido di allarme su questa montagna dimenticata. I ruderi del vecchio albergo e non solo, oltre che brutti da vedere sono ancora pericolosi e non transennati. Il percorso di circa 16 chilometri attraverso il sentiero del Cai di Arezzo, partiva da Villa Severi fino a Poti dove era stato allestito un punto di ristoro ad offerta gestito dai volontari del Calcit di Arezzo. Le guide ambientali escursionistiche dell’associazione A piede libero hanno condotto la carovana fino alla vetta fornendo tutta l’assistenza necessaria ai camminatori. Unica nota stonata di una giornata comunque piacevole, la concomitanza di una gara di mountain Bike, la Rampichiana, che per altro ha visto una partecipazione incredibile dopo lo stop del 2020. Peccato che prorio l'Alpe di Poti rappresentasse il Gpm della gara e quindi questo ha causato una sorta di corto circuito tra podisti e ciclisti. Molti coloro che ieri hanno lanciato anatemi contro chi, amministrazione comunale in primis, ha consentito la concomitanza delle due manifestazioni praticamente nella stessa collina.


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