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E' amareggiato ed arrabbiato il presidente dell'Arezzo Giorgio La Cava dopo le parole pronunciate ieri sera durante l'assemblea di Orgoglio Amaranto in cui il comitato lamentava di essersi sentito ai margini nelle ultime settimane. Trasparenza, cura del settore giovanile con ragazzi del territorio, conferma dei dipendenti dell'Us Arezzo che sono rimasti l'ultimo baluardo nei momenti difficilissimi degli ultimi mesi le richieste arrivate nel corso dell'assemblea."Parole inopportune e non tempestive - ci dice al telefono La Cava - noi abbiamo intenzione di premiare la meritocrazia, confermando le risorse umane che riteniamo di valore. E' chiaro però che quando arriva una nuova società adotti le strategie manageriali che ritiene piu' opportune. In altre piazza quando cambia la società c'è un ricambio totale di uomini e già noi in questo siamo una mosca bianca. Il comitato dice che il telefono non squilla da alcune settimane, mi sembra però che al ricevimento nella mia proprietà di famiglia abbiano partecipato tutti e che il clima fosse ben diverso. Entro la fine del mese bisogna sborsare tra tutto un altro milione di euro, ogni giorno senza sventolarlo al quattro venti facciamo partire pagamenti e onoriamo il nostro impegno. Non stiamo parlando di noccioline. Io sono un "malato" di calcio e mi sono gettato in questa avventura per pura passione. E, posso dirlo a chiare lettere, il principale merito del salvataggio dell'Arezzo è il mio.  Occorre per andare avanti bene un clima di serenità, se invece dovesse permanere quest'aria di diffidenza come sono venuto posso anche andarmene dal primo luglio. In questo momento l'Arezzo la vorrebbero in tanti. Io faccio le cose con entusiasmo se dovesse scemare sono pronto a fare un passo indietro dopo avere onorato gli impegni al 30 giugno. Pieroni sta lavorando incessantemente, abbiamo già fissato il ritiro estivo a Bagno di Romagna. L'allenatore arriverà, il direttore sta lavorando per un grosso nome che ancora non è uscito e per questo serve pazienza. Insomma ci stiamo dando da fare e sono molto amareggiato per questa sensazione di non riconoscenza che si avverte in giro" 


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