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“Si chiude con un bilancio molto positivo la stagione dei ponti di primavera – afferma il Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo Tulio Marcelli – da ultimo, secondo le stime di Campagna Amica, sono stati circa 1,2 milioni gli italiani e gli stranieri che hanno scelto di sedersi a tavola in agriturismo durante il ponte del primo maggio per cogliere l’opportunità di trascorrere una giornata lontano dalle città senza rinunciare alla comodità e alla protezione in caso di maltempo garantita dall’ospitalità delle aziende agrituristiche, scelte tradizionali anche a tavola con le portate tipiche dei nostri territori, strutture quindi piene per l’80% in provincia di Arezzo. Molti agriturismi si sono attrezzati con l’offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia, ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali di Campagna Amica”.
Nel nostro Paese le presenze motivate dal turismo enogastronomico sono state oltre 110 milioni, il doppio rispetto al 2016, e la loro spesa ha superato i 10 miliardi. Inoltre, tra le attività più praticate nel corso della vacanza da tutti i turisti, oltre il 13% sono legate a degustazioni di prodotti enogastronomici locali, mentre l’8,6% effettua acquisti di prodotti artigianali ed enogastronomici tipici del territorio, dati questi che arrivano da Isnart-Unioncamere e che sono stati presentati in occasione del Villaggio Coldiretti di Bari.
“Il nostro è un patrimonio unico al mondo che nel 2018, anno proclamato dal Mipaaf e Mibact anno nazionale del cibo italiano, continueremo a promuovere, evidenziando il legame profondo tra cibo, paesaggio e cultura, elementi distintivi della nostra identità territoriale – spiega il Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi - le esperienze di vacanza soddisfano i turisti italiani e stranieri: 8 è il voto medio espresso in una scala da 1 a 10 e mi preme sottolineare che gli elementi che soddisfano di più riguardano la qualità dell’offerta enogastronomica. E l’offerta è sempre più diversificata, anche nella nostra provincia infatti si sono formati i primi Agrichef, dietro alle loro ricette e quindi dietro ad ogni piatto c’è una storia, un racconto, un filo conduttore che parte dalla terra, passa dai prodotti e dalle storie degli agricoltori che li coltivano, attraversa le mani sapienti dei nostri chef contadini fino ad arrivare alla tavola. Un percorso virtuoso fatto di tradizione ma anche di innovazione che si può toccare con mano mangiando in uno degli agriturismi della nostra rete. La capacità di mantenere inalterate le tradizioni alimentari nel tempo con menù locali a base prodotti di stagione a chilometri zero e biologici è – continua Rossi – la qualità più apprezzata dagli ospiti ma sta crescendo l’offerta di servizi aggiuntivi”.
Nelle aziende agricole sono sempre più spesso offerti programmi ricreativi come l’equitazione, il tiro con l’arco, il trekking ma non attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici ma anche corsi di cucina o di orticoltura.
“Sono stati giorni a quasi tutto esaurito – spiega Manuela Parati de “La Villa Agriturismo La Lodola” a Foiano della Chiana - abbiamo avuto una presenza altissima di italiani, con prenotazioni intorno all’80%, sia per i pernottamenti che per la somministrazione pasti. La maggior parte hanno fatto il weekend corto ma si sono alternate le presenze per questo motivo abbiamo avuto la struttura sempre al completo ed anche il prossimo weekend ci prepariamo ad un “sold out”.
L’essere toscani ci aiuta, ed in queste settimane è stato un grande alleato anche il tempo con temperatura quasi estive, questo è il periodo migliore per staccare e rilassarsi concedendosi una vacanza all’aria aperta ma chi scegli la Toscana la predilige oltre che per il territorio anche per il cibo, spesso nel fine settimana ospitiamo molti romani che fanno la fuga dalla città e quindi si fermano a pranzo in campagna, la potrei definire una clientela ricorrente che fa il pranzo della domenica qui da noi – afferma Manuela che spiega – oltre al Lazio abbiamo molti vacanzieri dalla Lombardia ma anche dalle regioni limitrofe alla nostra quali Umbria ed Emilia Romagna.
Il nostro menù ruota intorno alla stagionalità, e corrisponde in pieno alla richieste che ci arrivano, qui si mangia carne di maiale, manzo, cinghiale, selvaggina, la nostra azienda agricola è a prevalenza verdure quindi nel menù non possono mancare. E per chi vuole portarsi a casa il ricordo di un pezzo di Toscana – chiude Manuela – può acquistare sott’oli, marmellate, cerali e farine o i trasformati come biscotti e grissini di nostra produzione”.
Passando dalla Valdichiana e arrivando in Valtiberina il giudizio è sempre positivo, i titolari della Fattoria di Germagnano – Extravaganti Società Agricola ad esempio fanno sapere che “Ci sono state grandissime presenze che portano a trarre un bilancio molto positivo. Abbiamo avuto ospiti italiani sia nel ponte del 25 aprile che in quello del 1 maggio, un gruppo da Bergamo con pernottamento e degustazione, 35 persone in autogestione al Rifugio la Spinella, oltre 100 coperti nei pranzi del 25 aprile e del 1 maggio dove le persone hanno potuto gustare i nostri prodotti, e quelli del territorio, sempre a km zero. Chi viene qui vuole questo tipo di vacanza, noi puntiamo molto anche sulla fattoria didattica dove abbiamo un allevamento di asini con produzione di latte d’asina con laboratori che possono fare sia adulti che bambini, dove tutti rimangono, incuriositi ed affascinati, senza differenze di età”.