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È andata in soffitta una delle stagioni più rivoluzionarie nella storia della Serie C, ex Lega Pro. Tornata alla sua vecchia denominazione, la più cara ai suoi tanti fan, la terza categoria nazionale aveva deciso di cominciare col botto: l’ingresso delle squadre riserve, Under 23, nella Serie C. Un’idea accolta con entusiasmo alterno e che ha visto solamente la Juventus impegnata a fondo nel nuovo progetto.

Un’idea che nasceva dall’estero, in particolar modo Oltre Manica e nella Liga Spagnola, dove squadre importanti facevano crescere i propri talenti non solo attraverso i campionati giovanili, ma mettendoli alla prova con tornei professionisti, fra B e terza divisione. Dopo questa stagione potrebbe già ritenersi concluso l’esperimento, che però ha saputo portare alla luce talenti importanti e sempre più in crescita, capaci di offrire il proprio contributo anche alla causa azzurra.

È recente infatti il cammino straordinario dell’Italia Under 20 ai Mondiali in Polonia di categoria, fermati solo in semifinale dal Var contro l’Ucraina, con lo splendido gol di Scamacca al 93esimo. Alcuni di quei protagonisti rientrano tra i migliori giovani talenti della Serie C, come ad esempio il jolly di centrocampo Gabbia della Lucchese, scuola Milan, capace di imporre a metà campo grande personalità e qualità a dispetto dell’età anagrafica.

La Juventus Under 23 ha dato al campionato lustro e giovani interessanti, alcuni dei quali in grado di debuttare in Serie A con la maglia bianconera, grazie ad uno Scudetto vinto con svariate settimane di anticipo: è il caso dell’attaccante francese Mavdidi prelevato lo scorso anno dall’Arsenal per 2 milioni di euro, ma soprattutto di Matheus Pereira: per lui anche un match da titolare e l’ingresso a San Siro contro l’Inter.

Sempre scuola Juve, grande protagonista nell’Olbia, è stato Caligara: per il centrocampista addirittura una presenza in Champions League anni fa, mandato in campo da Allegri a qualificazione acquisita. E poi ancora, il trequartista Fagioli, fra i più tecnici e dotati di fantasia dell’intero campionato, all’ottimo Manneh del Catania, esterno tutta fascia e dinamismo degli etnei.

Protagonista dell’ultima Serie C è stato sicuramente l’Arezzo, fermato dal Pisa alle porte della finale playoff, ma pronto a rilanciarsi per la prossima stagione, come confermano le dichiarazioni del patron amaranto La Cava. Tra le fila degli aretini sono stati diversi i talenti capaci di mettersi in grande mostra e contribuendo all’importante campionato disputato dalla squadra toscana.

Su tutti il centrocampista 21enne Buglio, di proprietà dell’Empoli, per lui 39 presenze con quasi 3 mila minuti giocati ed un importante contributo in zona gol, andando a segno per ben 6 volte. Gran campionato anche della punta Sandri, scuola Parma, 17 le sue marcature in 42 presenze per l’attaccante di origini brasiliane. Di grande sostanza e sicuro avvenire il torneo disputato dal centrale della Fiorentina, in prestito all’Arezzo, Pierluigi Pinto: ben 38 presenze per lui e ben oltre i 3 mila minuti di gioco disputati.

Una serie di prestiti da riconfermare per provare a puntare nuovamente alla Serie B in vista della prossima stagione.