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Arezzo, spettacolo alla Scalata al Castello: dominio africano ma l'Italia non sfigura Arezzo, spettacolo alla Scalata al Castello: dominio africano ma l'Italia non sfigura Arezzo, spettacolo alla Scalata al Castello: dominio africano ma l'Italia non sfigura

Ci si attendeva un buon spettacolo per la 47^ edizione della Scalata al Castello di Arezzo, la corsa su strada del calendario Internazionale Fidal organizzata dall’U.P. Policiano Arezzo Atletica, e le attese della vigilia non sono andate deluse. La preoccupazione maggiore era per il meteo che prometteva pioggia e cosi è stato ma per fortuna solo nella mezzora prima della gara e in parte nello svolgimento di quella riservata al settore Amatori e Master di 10 km che hanno preso il via alle ore 20,00, ma il mondo amatoriale non ha paura del maltempo e cosi in oltre 400 sono stati gli eroici protagonisti del programma della serata. Una Scalata al Castello in pratica svoltasi in notturna anziché abituale domenica pomeriggio e questo per non disturbare la mobilità cittadina per il giorno delle elezioni. Come anticipato la pioggia ha smesso con l’arrivo degli ultimi della gara amatori e cosi attorno alle 9,10 hanno potuto prendere il via le gare giovanili un vero spettacolo di gioventù visti che i primi a correre circa un centinaio di metri sono stati i bambini e bambine nati dal 2015 al 2014, gli ultimi i nati dal 2002 al 2003 e per tutti distanze accorciate rispetto al programma iniziale. Poi dopo il settore giovanile è arrivato il momento della gara Internazionale femminile di 5 km per sei giri e per quest’ultima come per la successiva di 10 km (12 giri) riservata al settore maschile, un percorso da questa edizione per fettamente misurato e omologato sulle due distanze ufficiali Fidal e IAAF. Lo spettacolo non è mancato grazie alla Helen Tola la giovane etiope che subito allo sparo dello starter è volata via guadagnando metri su metri, ma i suoi primi due giri alla media di 2’59” e 3’00” al km li ha poi pagati nei tre giri successivi quando alle sue spalle guadagnava metri su metri l’ugandese Juliet Chekwell che aveva avuto l’accortezza di partire con più moderazione, ma nonostante il calo del ritmo la Tola si aggiudicava la gara abbinando al successo il record della gara con un crono di 15’35” (preced. 15’36 del 2017 e 2018 ma su un percorso leggermente più corto) , migliorando pure il suo personale (prec. 17’02” nel 2017) e stabilendo la ottava prestazione mondiale dell’anno sui 5 km, ma le sue intenzioni prima del via erano quelle di correre sotto i 15 minuti e crediamo che in un futuro prossimo possa pure farlo visti i suoi personali sui 10 km di 31’13” e il roboante 2.21’01” nella maratona di Tokyo il 3 marzo scorso. Una gara femminile che ha visto al secondo posto la Chekwell ad un solo secondo dal suo personale sulla distanza, poi la burundiana Cavaline Nahimana e in un contesto tutto africano molto brave le nostre due azzurre Valeria Roffino (G.S. Fiamme Azzurre) e Christine Santi (C.S. Esercito) cha hanno chiuso rispettivamente al 5° e 6° posto e per entrambe al personale ufficiale nei 5 km su strada. Altro successivo spettacolo grazie in particolare a due atleti africani e ai tre nostri tre alfieri azzurri: Meucci, L.Dini e Salami, gara maschile quasi un replay della femminile, dopo il primo dei 12 giri dove sono stati tutti o quasi in gruppo, Ishmael Chelanga Kalale il vincitore della scorsa edizione prendeva l’iniziativa e metteva subito in chiaro quali fossero le sue intenzioni, guadagnando metri su metri ad ogni giro successivo, cosi alle sue spalle si scatenava una gara nella gara tra Irabaruta (Bdi), Sammy Kipngetich (Ken) e i nostri Meucci, Dini e Salami e per i primi giri anche il piemontese Italo Quazzola. Il duello alle spalle di Kalale infiammava il folto pubblico presente ai lati del circuito gara di poco più di 800 metri, era un continuo cambio di posizioni ad ogni passaggio, a meta gara dietro al solitario Kalale si portava da solo Irabaruta e cosi dietro si scatenava il duello per la terza piazza tra il keniano Kipngetich e i nostri due azzurri Lorenzo Dini fresco reduce dal titolo italiano dei 10000 metri in pista solo otto giorni prima a Monselice e il nostro campione europeo di maratona Daniele Meucci (C.S. Esercito) già vincitore della Scalata nel 2008, ed era quest’ultimo che nell’ultimo giro trovava energie e autorità per cogliere il terzo posto in 28’19” andando ad eguagliare il suo personale sui 10 km che risaliva al 10 maggio del 2014 ottenuto al Central Park di New York, un buon messaggio per il pisano ora allievo dell’ex azzurro Daniele Caimmi per il prosieguo della stagione. Ma personale anche per un ultra felice Lorenzo Dini che migliorava il 29’08” ottenuto lo scorso anno a Oderzo portandolo a 28’25” e rendendo cosi ancor più felice il suo allenatore Stefano Baldini proprio nel giorno del compleanno del nostro campione olimpico, insomma una sfida tra due azzurri di oggi e due del recente passato ora nelle vesti di allenatori. In questo contesto di primati personali va aggiunto anche quello di Marco Salami (C.S. Esercito) chiudendo al sesto posto in 28’42” (preced. 28’49” a Dalmine in occasione dei tricolori sui 10 km del 2017), per chiudere parlando di personali li hanno ottenuti anche Italo Quazzola con 29’13” (preced. 29’21”) e Giovanni Grano 30’11” (preced. 30’56”).