Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Rondine, russi ed ucraini piantano semi di girasoli che cresceranno sulla terra proveniente dall'Ucraina Rondine, russi ed ucraini piantano semi di girasoli che cresceranno sulla terra proveniente dall'Ucraina Rondine, russi ed ucraini piantano semi di girasoli che cresceranno sulla terra proveniente dall'Ucraina

Due studentesse russe ed un cittadino ucraino insieme per piantare pace e speranza a Rondine “Cittadella della pace”.
I semi di girasole, la pianta simbolo dell'Ucraina, sono stati piantati oggi in un area verde del borgo di Rondine, nel Valdarno aretino, all'interno della cittadella che ospita studenti che arrivano da paesi in conflitto. I girasoli cresceranno sulla terra che proviene proprio dall'Ucraina e che la delegazione aretina, guidata dal sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, ha riportato in Italia dopo il loro viaggio di alcune settimane fa per donare un'ambulanza, medicinali e altri beni di prima necessità alle popolazioni colpite dalla guerra.
Una iniziativa portata avanti assieme alla Misericordia di Arezzo, che ha fatto arrivare a Sambir, tre pulmini carichi di donazioni partiti da Arezzo.
Indietro sono tornati sacchi di terra ucraina e semi di girasole, simbolo del paese e dono per i profughi arrivati in città e che temono di non rivedere la loro terra.
"Sono state due donne ucraine – spiega il rettore della Misericordia Ugo Bonelli – avevano chiesto di portargliene un po’, per rivederla l’ultima volta. Oggi per noi poter piantare questi girasoli è un atto commovente".
Un fiore che dall’Ucraina in guerra germogli nella collina della pace e che è stato piantato da due studentesse russe, ospiti di Rondine assieme ad un cittadino ucraino che risiede ad Arezzo.
“Presto arriveranno anche dei ragazzi dall'Ucraina, noi non ci arrendiamo – afferma Franco Vaccari presidente di Rondine – anche durante la guerra deve prevalere il dialogo. Questi ragazzi sono la nostra speranza di pace”.


980x280 ArezzoTV Spazio