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Tragedia di Ristradelle, la Procura ricorre in Appello Tragedia di Ristradelle, la Procura ricorre in Appello Tragedia di Ristradelle, la Procura ricorre in Appello

La procura di Arezzo ha presentato appello rispetto alla sentenza di assoluzione del 48enne che con il suo suv inve la corsia opposta e uccise Helenia Rapini, giovane volontaria dell'Enpa di 29 anni. L'incidente mortale avvenne il 6 novembre 2019 lungo la strada di Ristradella nel comune di Arezzo.
Secondo la sentenza di primo grado, pronunciata lo scorso 11 gennaio, la responsabilità dell'invasione di corsia "non può essere ascritta" al 48enne perché "da lui non voluta né derivante da imprudenza o negligenza".


Così il gup aveva accolto la tesi della difesa dell'uomo. Il 48enne sarebbe stato affetto da sindrome di apnee ostruttive del sonno, che non sapeva di avere prima della tragedia. Condizione attestata sia con una perizia di parte dal professor Pasquale Macrì, sia con una relazione del perito scelto dal tribunale stesso, Pier Guido Ciabatti.
I familiari di Helenia, invece, difesi dall'avvocato Francesco Valli, hanno sempre sostenuto che non sarebbero state analizzate le considerazioni emerse in una consulenza di parte, curata dal professor Luciano Tommaso Todisco.


Stando a quanto affermato dal medico, al momento della guida l'uomo sarebbe stato sotto l’effetto di un sonnifero, passaggio questo ricordato anche dallo stesso procuratore nell'appello dove si precisa che durante il ricovero in ospedale nel sangue del 48enne era stata trovata traccia di “Benzodiazepine – Delorazepam”, in concentrazioni considerate terapeutiche. La procura ha chiesto quindi la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale per verificare eventualmente attraverso una perizia l'impatto dell'assunzione del farmaco sulle condizioni di guida.


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