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Era il 2 marzo del 2003 quando il Sovrintendente della Polfer Emanuele Petri venne ucciso in un conflitto a fuoco dalle Br sul treno Roma-Firenze. Tutto avvenne all’altezza della stazione di Castiglion Fiorentino in provincia di Arezzo. Nel conflitto a fuoco rimase ferito a morte un brigatista, Mario Galesi, e venne arrestata Nadia Desdemona Lioce, poi condannata all'ergastolo. Lo Stato riuscì così a ricostruire le fila del disegno folle e sanguinoso delle nuove Br. Un sacrificio che non fu vano dunque quello di Petri e a distanza di 19 anni il messaggio di questa giornata è sempre vivo.
“Stare sempre dalla parte giusta, questo è il messaggio che vorrei che arrivasse alle giovani generazioni - afferma la vedova Alma Petri - Emanuele era un uomo semplice che amava il proprio mestiere e lo faceva con dedizione.” Alla cerimonia erano presenti il Sottosegretario di Stato all’Interno Nicola Molteni e Maria Teresa Sempreviva Vice capo della Polizia di Stato.
Le celebrazioni si sono concluse a Camucia, comune di Cortona, dove di stato intitolato a Petri un parco pubblico.


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