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Caso Helenia, una setenza choc. Il padre:”faremo tutti i passi necessari, siamo distrutti” Caso Helenia, una setenza choc. Il padre:”faremo tutti i passi necessari, siamo distrutti” Caso Helenia, una setenza choc. Il padre:”faremo tutti i passi necessari, siamo distrutti”

Era il 6 novembre del 2019, quando Helenia Rapini, 29 anni, con la sua auto si stava dirigendo al lavoro. Lungo la strada di Ristradelle, alle porte di Arezzo, la sua auto, una utilitaria, si scontrò con un suv che procedeva in direzione opposta e che invase la carreggiata, guidato da un 49enne. L'impatto non lasciò scampo alla giovane. La sentenza è arrivata dopo una battaglia legale che si è protratta per mesi.
“Assolto perché il fatto non costituisce reato" questa la decisione del gip Giulia Soldini nei confronti del 49enne.
La tesi della difesa era che l'uomo fosse affetto dalla sindrome delle apnee ostruttive del sonno, causa dell'incidente. Una condizione questa attestata da una perizia di parte dal professor Pasquale Macrì e una relazione del perito scelto dal tribunale Pier Guido Ciabatti.
Ipotesi che è stata accolta.
Tesi ben diversa, invece, quella sostenuta dai familiari.
"Prenderemo visione delle motivazioni appena possibile - afferma l'avvocato FrancescoValli - e poi andremo avanti sulla nostra strada: siamo determinati a presentare un'istanza alla procura generale della Corte d'Appello di Firenze".
“Sono distrutto – afferma il padre di Helenia – ed amareggiato per non aver ricevuto mai un contatto da questo signore. Alla fine mi ha ucciso una figlia.”


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