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I lavoratori senza green pass ad oggi sono 3,5 milioni, ciascuno dovrà fare tre tamponi alla settimana, se sarà sempre presente al lavoro. Il che significa oltre un milione di tamponi alla settimana. Al momento l’Italia è il primo Paese d’Europa a introdurre il green pass per accedere a tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati. Solo la Grecia, dallo scorso settembre, ha reso obbligatorio un tampone settimanale per tutti i lavoratori, se non vaccinati.

A due giorni dall'entrata in vigore del provvedimento c'è ancora tanta confusione e non mancheranno i paradossi. Come ad esempio l'ingresso in palazzo comunale ad Arezzo.

Per i dipendenti del Comune di Arezzo, sindaco e assessori compresi, dal 15 ottobre scatta l'obbligo del green pass. Stesso dicasi per coloro che devono varcare la soglia di palazzo pretorio per un appuntamento di lavoro ad esempio proprio con uno degli assessori, quindi per lo svolgimento di una riunione, di un incontro, di un congresso o di una conferenza stampa.

Non dovranno mostrare ad esempio il green pass invece gli utenti, ovvero chi si reca in un ufficio per l'erogazione di un servizio che l'amministrazione è tenuta a prestare.

Paradosso anche nel mondo del lavoro privato.

Ad esempio parrucchieri, estetisti e tutti gli operatori dei servizi alla persona non devono controllare il green pass ai clienti, ma solo ai loro dipendenti.

Lo stesso vale per tassisti e autisti di auto a noleggio con conducente. Green pass obbligatorio invece per chi guida un mezzo pubblico. La domanda è chi controllerà?

Niente qr code anche per chi deve andare in studi privati medici, dentistici o dal commercialista.

Insomma la situazione si complica ed il 15 ottobre sarà una data da ricordare.

Non ci rimane che pregare, anche perché siamo sicuri che in Chiesa il grenn pass non servirà.


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