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È questo il cantiere di Bucine nel Valdarno aretino dove i carabinieri forestali hanno effettuato un prelievo di materiale nell’ambito dell’inchiesta “keu” della Dda di Firenze legata all’attività della famiglia Lerose.
Per il momento i lavori sono fermi, ma il cantiere non è sotto sequestro. Il campionamento di terreno è stato disposto nell’ambito dell’inchiesta che riguarda i rifiuti provenienti dalle concerie del distretto del cuoio di Santa Croce, oltre al materiale di risulta di alcune grandi aziende aretine dell’oro.
In particolare sulla destinazione finale del materiale riciclato che usciva dagli impianti dei Lerose, non solo a Levane ma anche a Pontedera.
Dopo quanto accaduto ad aprile, l’inchiesta è andata avanti e adesso trapelano i primi risultati, ancora informali. In questo cantiere privato, i costruttori sarebbero totalmente estranei ai fatti, sarebbero state riscontrate nel materiale di risulta tracce di arsenico ben oltre i limiti prevista dalla legge.
All’attenzione degli inquirenti quindi non solo la presenza nei terreni toscani di keu, cioè lo scarto della lavorazione di pellami col quale sono state costruite alcune strade toscane, compresa la statale 429, ma anche altri materiali inquinanti, destinati all’edilizia.
Nei prossimi giorni, i risultati della consulenza saranno trasmessi dalla Dda ai Comuni interessati per l’avvio di eventuali bonifiche.


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