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Da Chicago a Cortona. La storia di Victoria e Larry si lega al "Tondo" del Signorelli Da Chicago a Cortona. La storia di Victoria e Larry si lega al "Tondo" del Signorelli Da Chicago a Cortona. La storia di Victoria e Larry si lega al

La storia di Victoria Smith, americana originaria di Chicago, si lega a Cortona e alla Toscana grazie ad un e ad un opera di Luca Signorelli custodita all'interno del Maec, il museo che che riunisce le antiche collezioni settecentesche dell’Accademia Etrusca. Il “Tondo” del Signorelli, un dipinto su tavola che raffigura i 4 santi protettori di Cortona, è una delle opere più preziose della collezione signorelliana. Victoria, dopo aver scritto il suo libro dal titolo “The Little Lark Still Sings - La lodolina canta ancora”, ha deciso con parte del ricavato della vendita del libro di finanziarne il restauro. Cortona per Victoria e il marito Larry è davvero una seconda seconda casa. Durante le loro vacanze nella cittadina etrusca sognavano che un giorno avrebbero vissuto qui, e così è stato. Hanno acquistato un bellissimo casale, “La Lodolina”, lo hanno restaurato e adesso sono residenti a Cortona. Il libro, ambientato a Cortona, nasce dalla volontà di fissare tutte le storie che Victoria ha potuto raccogliere, ne sono presenti circa 50 che riguardano proprio abitanti di Cortona e rappresentare come a volte nella vita i nostri sogni siano a portata di mano. Per la coppia proveniente da Chicago, grazie all’impegno nella ristrutturazione del casale, si è creato un effetto di simbiosi con la dimensione italiana. Un nuovo stile di vita che trova la sua declinazione in quella identità toscana che si respira nella vita quotidiana cortonese. “Non so come ringraziare gli italiani ed i cortonesi in particolare per la loro accoglienza ed il loro calore – afferma Victoria all'AGI – l'Italia è un paese straordinario, ricco di storia, bellezza, buon cibo e buon vino.” Una moderna “Mecenate” insomma che sceglie l'Italia come sua seconda casa e investe nel suo patrimonio artistico. “Sì sono molto felice di farlo – continua la scrittrice – per me è un privilegio essere residente qui. Siamo americani, saremo sempre americani, ma essere residenti in Italia per noi è un privilegio. Ed il restauro dell'opera di Signorelli è niente in confronto a quello che abbiamo ricevuto.”


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