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L’affitto condiviso è da sempre particolarmente apprezzato da giovani studenti, permette di abbattere i costi e al tempo stesso condividere momenti della propria vita con gli amici. Avere dei coinquilini, però, non è sempre la soluzione ideale, soprattutto quando si è più avanti con l’età e si sente il bisogno di avere degli spazi propri. Mai quanto in questo periodo è bene fare un bilancio dei costi-benefici prima di fare una scelta, così da capire fin da subito qual è la soluzione adatta a noi.

Vivere con coinquilini: i pro

Vediamo subito quali sono i lati positivi del condividere un appartamento. Al primo posto troviamo il risparmio, non soltanto sul canone d’affitto, in quanto si paga solo per una stanza o addirittura per una parte della stanza se si decide di vivere in una doppia, ma anche sulle bollette. Quando si vive da soli ogni singola bolletta è a carico nostro, poter dividere le spese è un grosso vantaggio che spesso viene sottovalutato. L’opzione ideale in questo caso è sicuramente la scelta di una soluzione unica che comprenda luce e gas insieme, così da dividere tutto in parti eque senza riscontrare troppe difficoltà.

Il secondo aspetto positivo della convivenza risiede nel non sentirsi mai soli. Certo, da un lato ci saranno dei momenti in cui si sentirà il bisogno di solitudine, proprio per questo si può optare per una stanza singola e non condivisa, così da non essere obbligati al contatto costante. Avere dei coinquilini permetterà però di non annoiarsi, avere qualcuno con cui chiacchierare la sera e, soprattutto, avere un punto di riferimento. Quest’ultimo aspetto viene spesso sottovalutato, ma avere qualcuno che sia in grado di aprirci la porta quando dimentichiamo le chiavi, oppure gestisca la casa quando noi siamo in ferie non è certo cosa da poco.

Vivere con coinquilini: i contro

Vediamo ora tutti gli aspetti negativi, partendo naturalmente dal più evidente: la socialità. Trovarsi bene con i propri coinquilini fino a diventare migliori amici è fantastico, ma ammettiamolo, non succede sempre. Può capitare più spesso di quanto si pensi di non essere in sintonia con i propri coinquilini, sia sul piano relazionale, sia dal punto di vista della gestione e organizzazione della casa.

Quindi, se siamo persone molto ordinate, trovare un compagno di stanza disordinato e che non ne vuole sapere di pulire potrebbe creare non pochi problemi. Lo stesso avviene con coinquilini rumorosi oppure eccessivamente dediti alla pulizia. Se poi ci si trova con ragazzi molto giovani e alle prime esperienze di convivenza i litigi sono assicurati. A questo si aggiunge anche la difficoltà nell’arredare e sistemare la casa a proprio piacimento, in quanto ci si scontra con i gusti degli altri.

Quindi, quando si tratta di coinquilini bisogna pensare al compromesso: si sacrificano alcuni aspetti per poter ottenere in cambio un risparmio economico. Il consiglio migliore in questo caso è quello di cercare di conoscere prima le persone con cui si andrà a convivere e fare le domande giuste fine da subito. Ad esempio, è importante chiedere come funzionano i turni per le pulizie, se dividono la spesa, che tipo di stile di vita conducono, se rimangono spesso in casa oppure escono, se portano tanti amici ecc...


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