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In Alto Adige sono 115 operatori sanitari non vaccinati che non si potranno più presentare al loro posto di lavoro. In un primo momento non potranno più lavorare nei reparti e poi rischiano la sospensione retroattiva.

In Toscana i tempi non sono ancora maturi, ma pare che le lettere partiranno a breve.

Il meccanismo con il quale sono stati individuati gli operatori sanitari non è dei più semplici e risponde ai dettami del decreto legge n. 44 del 1° aprile 2021, che tra le tante, nuove misure introdotte riguardo i contenimento della pandemia, prevede anche l’obbligo vaccinale per i sanitari. La Regione Toscana ha acquisito ormai da aprile dagli ordini professionali tutti i nominativi degli iscritti, incrociando questi con i dati della campagna vaccinale delle varie Asl si arriva quindi a coloro che, facendo parte di un ordine professionale del settore sanitario, non si sono ancora vaccinati.

L'indagine sulla cosiddetta “inadependienza” spetta dunque alle aziende sanitarie. Se l'operatore non fornisce un motivo valido, principalmente di salute, per il quale rifiuta la vaccinaziona anti covid, viene così segnalato alla Regione. Sarà quindi l'ente ad inviare la comunicazione di questa inadempienza direttamente all'operatore, al suo datore di lavoro, sia esso Asl o struttura sanitaria del privato accreditato ed al suo ordine professionale.

Chi riceve la comunicazione, ha 5 giorni di tempo per spiegare la ragione della mancata vaccinazione (ad esempio particolari condizioni di salute) e, se decide di farlo, per prenotarsi per la vaccinazione. Altrimenti si può andare incontro alla sospensione o ad un cambio di mansione.

In Italia ci sono circa 45 mila professionisti sanitari che hanno rifiutato il vaccino, ad Arezzo 182.


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