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L'aretino Domenico Giani guiderà le Misericordie d'Italia L'aretino Domenico Giani guiderà le Misericordie d'Italia L'aretino Domenico Giani guiderà le Misericordie d'Italia

E' l'aretino Domenico Giani il nuovo presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia. L’elezione è avvenuta nel corso della notte, durante l’Assemblea Nazionale delle Misericordie d’Italia, svoltasi alla Fondazione Spazio Reale nel comune di Campi Bisenzio. Domenico Giani ha riportato una percentuale intorno all’85% dei voti, rispetto al circa 14% del candidato Claudio Giardini Governatore della Misericordia di Sinalunga. Una vita spesa al servizio del prossimo quella di Domenico Giani, aretino 58 anni sposato con due figli, fino al 2019 capo della Gendarmeria Vaticana. Divenuto ufficiale della Guardia di Finanza, Giani ha prestato servizio per alcuni anni presso l’ex Sisde, i servizi di informazione e sicurezza della Presidenza del Consiglio italiana. Nel 1999 la chiamata di Papa Giovanni Paolo II per ricoprire il compito di vice ispettore vicario della Gendarmeria vaticana. Nel 2006 la nomina a Comandante della Gendarmeria. “I miei 21 anni al servizio della Santa Sede sono stati un dono – racconta Giani all'Agi – anni intensi, unici, particolari. Negli 80 viaggi internazionali, ho conosciuto tante persone semplici, tanta gente che dedica la sua vita al servizio verso la Chiesa e verso le persone. Per essere voce di chi non ha voce.” Domenico Giani ha potuto stare al fianco di tre Papi e occuparsi della loro sicurezza. Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI e Papa Francesco. “Ho servito tre Papi – racconta Giani – ogni Santo Padre ha la sua peculiarità. Di Giovanni Paolo II ricordo gli ultimi momenti di vita. Sono stati nella sua stanza d'ospedale tutti i giorni, un uomo che anche negli ultimi istanti della sua vita continuava ad essere un testimone, un combattente. Di Papa Benedetto XVI ricordo una grande determinazione e forza. Papa Francesco è un Papa di prossimità, di vicinanza. Un Papa che ha il coraggio di denunciare.” Dal 1º ottobre 2020 guida in qualità di Presidente la Eni Foundation, ente soggetto al board di Eni che ha come missione attività umanitarie. “Mi è stato chiesto questo impegno all'interno di Eni, la più grande company italiana e oggi siamo impegnati in progetti molto interessanti di vicinanza soprattutto ai più deboli. Per i giovani stiamo lavorando ad un progetto con la società italiana di pediatria, il banco alimentare e l'ordine di Malta per l'accesso all'istruzione. In Algeria abbiamo appena firmato un accordo per realizzare cliniche mobili per bambini malati di cancro.” Oggi è presidente delle Misericordie. Una realtà che conta 800 sedi in Italia, 100.000 volontari e 800.000 soci. Nata a Firenze nel 1244 come opera caritatevole verso i malati ed i defunti, si sviluppa poi come prima forma di partecipazione dei cittadini alla vita della comunità attraverso le Confraternite. “In questo ulteriore impegno cercherò di mantenere e rimarcare l'aspetto ecclesiastico delle Misericordie, ma anche rilanciare il concetto di legalità. Oggi la legalità deve essere il vissuto di ognuno di noi. Non la si può proclamare e poi avere comportamenti ibridi. Ed infine la difesa dei più fragili. La mia esperienza che è stata molto bella e molto intensa può essere messa oggi al servizio degli altri.”


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