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Un progetto multimediale performativo sulle edicole sacre del centro storico di Arezzo. Domenica 20 giugno è in programma la prima proiezione del filmato “Mater Teatro” che, nel salone dell’Oratorio dei Santi Lorentino e Pergentino in via Cavour, permetterà di assistere ad un progetto dove cinema, teatro e musica diventano strumenti per valorizzare il patrimonio artistico e spirituale diffuso per le vie della città. L’appuntamento è in programma alle 17.00 con una visione riservata ai sostenitori del progetto tramite il crowdfunding, poi alle 18.00 e alle 19.00 saranno previste due repliche a partecipazione libera e gratuita dei cittadini.

Sostenuto dal Comune di Arezzo e dalla Fondazione Guido d’Arezzo con il bando “Arezzo non molla e riparte 2020” e patrocinato dalla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, “Mater Teatro” trova le proprie radici nell’unione delle professionalità, delle creatività e delle competenze di cinque artisti aretini: Amina Kovacevich e Uberto Kovacevich della Libera Accademia del Teatro, Fernando Maraghini e Maria Erika Pacileo della Fez Film, e Silvia Martini dell’associazione No Mad Filodramma. «Il progetto - spiegano gli artisti coinvolti, - è orientato ad utilizzare il teatro, il cinema e la musica come occasioni per proporre un percorso artistico e, allo stesso tempo, spirituale in cui valorizzare i patrimoni che permeano i tanti angoli della città di Arezzo. L’arte sacra può dare risposte e conforto ai dubbi esistenziali dell’uomo contemporaneo che sono stati acuiti dall’emergenza sanitaria: l’anteprima di domenica 20 giugno permetterà di vivere un momento di emozione e di riflessione».

Il progetto iniziale prevedeva una serie di spettacoli dal vivo per condurre il pubblico in un percorso alla scoperta delle rappresentazioni sacre diffuse in città per farne piccoli teatri dove gli attori avrebbero proposto testi, riflessioni, musiche e poesie orientati a stimolare una ricerca interiore e spirituale, ma l’emergenza sanitaria e le limitazioni degli ultimi mesi hanno richiesto un’improvvisa riorganizzazione. La scelta è stata dunque di girare un medio-metraggio arricchito dalle musiche di Marna Fumarola e di Azzurra Fragale dove gli artisti propongono una sorta di processione laica che parte dall’antico santuario etrusco nell’area archeologica di San Cornelio e che arriva in città per fare tappa davanti a diverse edicole votive, configurando una sorta di “via del sacro” dove vengono coniugate immagini e parole. Teatralità e spiritualità, dunque, si uniranno in una produzione a forte impatto emotivo, con le riprese che permetteranno di vivere e scoprire i diversi angoli della città con un’ottica diversa in attesa di poter prevedere il ritorno al progetto originale con la messa in scena di “Mater Teatro” direttamente nelle vie di Arezzo. «Questo è uno dei progetti - chiosa Lorenzo Cinatti, direttore della Fondazione Guido d’Arezzo, - che permette di lanciare un reale messaggio di ripartenza e che permette di tornare a valorizzare il lavoro dei tanti artisti del territorio».


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