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Tutti assolti dall'accusa di falso in prospetto i tre imputati nel processo per il crac di Banca Etruria. Dopo una camera di consiglio di circa due ore il giudice monocratico Stefano Cascone ha letto il dispositivo di fronte ad uno dei tre imputati, David Canestri ex responsabile del risk management David Canestri, unico presente in aula.
L’ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ex direttore generale Luca Bronchi erano rappresentati dai loro avvocati. Le parti civili erano rappresentate dagli avvocati Lorenza Calvanese e Antonio Mastrota.
Il capo di imputazione era relativo a tre prospetti allegati alle obbligazioni emesse dalla banca e collocate nel mercato. Uno ad aprile, uno a giugno e uno a dicembre 2013. Per i primi due è subentrata la prescrizione. Per il terzo i tre imputati sono stati assolti perché “il fatto non sussiste”.
“Un sospiro di sollievo dopo otto anni.” Questo l'unico commento da parte di David Canestri che ha lasciato l'aula non rispondendo alle domande dei giornalisti.
Adesso tra novanta giorni sarà possibile leggere le motivazioni della sentenza.


“Per i risparmiatori è una sentenza che pone in discussione il ruolo di Consob - ha affermato l'avvocato di parte civile Lorenza Calvanese – sarà necessario, una volta lette le motivazioni, valutare che cosa in realtà è successo circa il ruolo di Consob.”
Presente in aula anche uno degli ex azionisti della banca Angelo Caramazza.
“Sono deluso – ha affermato Caramazza – io ho perso i miei soldi investiti nelle azioni ed ancora non ho avuto alcun ristoro.”
Soddisfazione invece da parte delle difese.
“E' stato un lavoro lungo e pensante soprattutto per i colleghi di Milano – ha affermato Luca Fanfani difensore di Canestri - a loro va buona parte del merito di questa assoluzione. Siamo soddisfatti, una vicenda che era nata in maniera estremamente ambigua con le sanzioni Consob palesemente tardive che la stessa Corte d'Appello aveva definito inspiegabili ed infondate. Questa è una vicenda che non nasce in maniera serena – prosegue Fanfani – come sapete tutti a fronte anche di un “can can “ mediatico. Credo che il giudice lo abbia perfettamente compreso, ma aspettiamo di leggere le motivazioni.”
“Aspettiamo di leggere le motivazioni”, questo l'unico commento del procuratore capo Roberto Rossi.


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