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Stretta di mano fra i big della moda italiana. E' Prada a mettere a disposizione uno stabilimento per la Valentino shoes dopo l'incendio che ha mandato in fumo l'intera fabbrica nella notte tra il primo e il 2 aprile scorso a Levane (Ar).

Jacopo Venturini, ceo dell'azienda, ha annunciato un piano di azione per consentire ai 160 dipendenti di rientrare al lavoro e di riattivare la produzione.

Tra i numerosi messaggi di solidarietà anche quello di Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada, che ha messo a disposizione uno stabilimento situato a pochi chilometri di distanza da quello di Levane. Lo stabilimento messo a disposizione sarebbe quello della ex Lamos.

La produzione, che dovrebbe riprendere entro maggio, sarà in più sedi dislocate e ognuna di queste si occuperà di un processo per la realizzazione del prodotto finito.

Intanto sui due incendi, quello che ha distrutto la Valentino Shoes e quello che ha mandato in fumo un intero piano della Lem Industries dopo una settimana appena interviene la Cgil.

"Attendere i risultati del lavoro della magistratura non basta – afferma il segretario provinciale della Cgil Alessandro Mugnai - nessuno sottovaluti la possibilità di infiltrazioni criminali in Valdarno e

nella provincia di Arezzo".

La Cgil sottolinea anche la positiva reazione delle imprese. "Le federazioni di categoria stanno discutendo l'attivazione degli ammortizzatori sociali – continua Mugnai - la cassa integrazione straordinaria è in grado di evitare un altro dramma sociale e occupazionale in un'economia già duramente provata dal Covid. Vorrei non solo apprezzare ma anche evidenziare la decisione di Prada di mettere a disposizione locali per il proseguimento delle attività della Valentino. Questo potrà evitare lunghe trasferte ai lavoratori e testimonia l'esistenza di una classe imprenditoriale per la quale si può essere concorrenti ma non nemici. Anzi ci può essere addirittura solidarietà tra imprese".


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