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Si è conclusa con un colpo di scena intorno alle 14:00 l'udienza in Sala dei Grandi nel palazzo della provincia di Arezzo per il processo sul crac Etruria. Il filone è quello della bancarotta fraudolenta. Uno dei testi chiamati a deporre Anna Maria Nocentini non si è presentata adducendo “motivi lavorativi”, ma il presidente del collegio Gianni Fruganti non li ha considerati sufficientemente validi ed ha disposto il suo accompagnamento coatto per l'udienza di domani alle 9:30.
Anna Maria Nocentini, Lapini da sposata, era una componente del Cda di Banca Etruria, oggi presidente di Confcommercio Toscana e vice-presidente della C.C.I.A.A. di Arezzo e Siena di cui da qualche settimana ha assunto la guida “ad interim” dopo l'inchiesta che ha visto coinvolto il presidente Massimo Guasconi.


Tra i testi convocati, componenti del Cda, se ne sono presentati solo due Luciano Nataloni e Ilaria Tosti.
Saltata invece la testimonianza di Pier Luigi Boschi, ex vice presidente dell'isituto di credito aretino, che assieme ad Alessandro Liberatori, Rosanna Bonollo, Alessandro Benocci e Carlo Catanossi, tutti non presenti in aula, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Le difese hanno rinunciato ad ascoltarli.
Fra le altre testimonianze più attese di oggi quella di Salvatore Maccarone, presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd).
Maccarone ha confermato che ci sarebbero stati gli estremi per poter intervenire, ma l'operazione non fu mai deliberata per la posizione assunta allora dalla Commissione Ue che cosiderà "aiuto di stato" l'intervento del Fondo.
A distanza di sei anni la Corte di Giustizia Ue ha invece dato ragione all’Italia sul salvataggio delle Casse di Teramo (Tercas) avvenuta nel 2014, quindi due anni prima della risoluzione delle 4 banche, con il Fidt.


“Un errore di diritto” così è stato definito.


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