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Arezzo: reddito di cittadinanza ad arrestati e possessori di beni di lusso Arezzo: reddito di cittadinanza ad arrestati e possessori di beni di lusso Arezzo: reddito di cittadinanza ad arrestati e possessori di beni di lusso

Scoperti dalla Guardia di Finanza di Arezzo 17 soggetti che nonostante fossero sottoposti a misure cautelari percepivano lo stesso il reddito di cittadinanza.

In tutto circa centomila euro percepiti illecitamente.

“L'attività è nata – ci spiega il capitano Federico Vanni del comando provinciale di Arezzo - da un'attenta analisi della normativa che riguarda il reddito di cittadinanza. Siamo così riusciti grazie alla collaborazione con il Tribunale di Arezzo l’INPS, a scoprire 17 persone, che hanno percepito il Reddito di cittadinanza, pur non avendone diritto. Sono tutti soggetti sui quali pende una misura cautelare per reati che vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti all'omicidio colposo.”

La concessione del sostegno economico, spiegano dal comando provinciale, quale misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza ed all'esclusione sociale, è subordinata ad una serie di requisiti reddituali e patrimoniali ed è preclusa a coloro che risultano destinatari di misure cautelari personali.

Ed è proprio partendo da quest’ultimo requisito che i Finanzieri della Compagnia di Arezzo, in stretta sinergia e con uno scambio informativo con l’INPS e con il Tribunale di Arezzo, hanno “passato al setaccio” le posizioni di coloro che risultavano sottoposti a misure cautelari personali, anche a seguito di convalida di arresto o del fermo.

Oltre a questo c'era anche chi si era “dimenticato” di dichiarare il possesso di alcuni immobili (in un caso, addirittura 5 appartamenti), o chi, pur avendo acquistato un’autovettura del valore di 38.000 euro, ha pensato bene di richiedere comunque il contributo.

Infine anche qualcuno che aveva dichiarato di avere sottoscritto un contratto di locazione, poi risultato fittizio, che consente di incrementare la quota fino a un massimo di 3.360 euro annui.

L’INPS ha già provveduto alla sospensione e revoca del contributo.

Le persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria.

“Le indagini proseguono – ci spiega ancora il cap. Vanni – non escludiamo di individuare altri soggetti.”


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