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Arezzo. Vigile del Fuoco morto durante un salvataggio, Ministero fa ricorso in Appello Arezzo. Vigile del Fuoco morto durante un salvataggio, Ministero fa ricorso in Appello Arezzo. Vigile del Fuoco morto durante un salvataggio, Ministero fa ricorso in Appello

Era il 28 gennaio 2003 quando il pompiere venne calato con una barella per soccorrere un camionista finito fuori strada lungo la statale 73 a Palazzo del Pero e ferito alla schiena. Qualcosa però andò storto, il cavo si ruppe e il bozzello finì sulla testa del 29enne uccidendolo sul colpo. Dopo le assoluzioni dei vertici aretini del comando in giudizio penale, in sede civile l’attenzione si era spostata sulle responsabilità del datore di lavoro dei pompieri, ossia il Ministero degli Interni.
Lo scorso agosto la sentenza di primo grado aveva stabilito che ai Vigili del Fuoco era stata fornita un’autogru non sicura e quindi Simone Mazzi morì per un difetto congenito del cavo del mezzo, con la conseguente responsabilità del Ministero, condannandolo così al risarcimento dei danni alla famiglia. Adesso la notizia del ricorso, con istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva, presentato dallo stesso Ministero. La prima udienza è programmata per il mese di dicembre 2021. Ed ancora oggi non sembra esser scritta la parola fine al calvario dei familiari di Simone, che continuano a chiedere giustizia.

Di seguito una nota della famiglia: 

"È vergognoso che lo Stato per cui Simone ha dato la vita, lo stesso Stato che gli ha riconosciuto una Medaglia d’oro al valore, continui con accanimento a non volere ammettere le sue responsabilità – dice il fratello Luca – Sopportiamo da diciotto anni una causa contro il Ministero, con le implicazioni emotive ed economiche che si può immaginare. Credevamo che con una sentenza del giudice questo accanimento del Ministero verso di noi e verso la memoria di mio fratello avesse finalmente la parola fine. Credevamo che lo Stato ammettesse finalmente le sue colpe. Così non è, ma non ci fermiamo, la nostra battaglia per la verità, per la giustizia, per Simone, va avanti. Non ci devono essere altri Simone Mazzi, i pompieri devono essere messi in condizione di lavorare in assoluta sicurezza» conclude Luca Mazzi.


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