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Nell'anno della pandemia +110% di reati on line. Tante le denunce per diffamazione sui social network Nell'anno della pandemia +110% di reati on line. Tante le denunce per diffamazione sui social network Nell'anno della pandemia +110% di reati on line. Tante le denunce per diffamazione sui social network

Nell'anno della pandemia, il 2020 in cui la rete, fatta di social network e siti internet, è stata fondamentale per mantenere i contatti che purtroppo ancora ad oggi sono proibiti tra le persone, aumentano anche i reati legati al web.

Lo dicono i dati della polizia postale. Nel bilancio del 2020 i delitti in rete hanno registrato un incremento di circa il 110%.

Partiamo dai reati più aberranti, quelli relativi allo sfruttamento sessuale dei minori online e dell’adescamento di minori online.

69 gli arresti e 1.192 le denunce. Tra gli arresti anche due mamme e un papà i quali abusavano sistematicamente delle proprie figlie, diffondendo online le immagini delle violenze.

98.000 le truffe on line rilevate, mentre sul fronte del falso trading online sono stati trattati 358 casi con oltre 20 milioni di euro di danno.

Particolare attenzione al contrasto del cosiddetto “revenge porn” con 126 casi trattati e 59 denunciati e nell'era in cui tutti ma davvero tutti hanno scoperto i social con commenti, like e tanti leoni da tastiera, sono state 906 le persone denunciate per

2.234 diffamazioni on line.

E' bene ricordare che la diffamazione a mezzo social è ormai equiparata a quella in presenza.

Ci sono stati anche giornalisti minacciati sul web, numerose le segnalazioni ricevute per il cosiddetto “hate speech”, una vera e propria espressione di odio verso una categoria di persone.

In un anno insomma dove lo sport nazionale è sembrato essere proprio quello di denigrare e diffondere le fake news e le teorie complottiste il sito della polizia postale è stato un importante punto di riferimento con oltre 65 mln di accessi, un incremento

del 127% rispetto al 2019.


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