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Sospesa l'autospensione. Al di là del gioco di parole di fatto Francesco Macrì è tornato a tutti gli effetti presidente di Estra, dopo lo stop che si era imposto lo scorso luglio, quando era stato raggiunto prima dall'avviso di chiusura indagini per l'inchiesta Coingas e poi dalla perquisizione della Guardia di Finanza negli uffici di Arezzo e Prato della multilty, che avevano notificato un altro avviso di garanzia, per abuso d'ufficio e peculato. Sotto la lente degli inquirenti erano finite in questo secondo filone assunzioni e partecipazioni ad eventi nonché la procedura della quotazione di Estra in borsa.

Il ritorno nel pieno dei poteri, con il recupero di tutte le deleghe lasciate ormai mesi, è arrivato a conclusione del Cda di Estra, alla luce di un audit interno che avrebbe certificato la correttezza delle procedure seguite nelle pratiche che vengono contestate a Macrì. Un controllo interno dunque, che nulla ha a che fare con l'inchiesta penale, per la quale si dovrà ancora attendere.

Si è invece definito il quadro dell'inchiesta principale, nella quale Macrì è accusato di abuso d'ufficio, contestazione che riguarda proprio la procedura della sua nomina a presidente di Estra. Il procuratore Roberto Rossi ha infatti già firmato le richieste di rinvio a giudizio.


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