Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Abuso d'ufficio e peculato. Queste sarebbero le accuse contenute nel nuovo avviso di garanzia indirizzato a Francesco Macrì, appena riconfermato presidente di Estra.

A presentare il documento, firmato dal pm Roberto Rossi, ieri mattina sono state le Fiamme Gialle, che hanno anche perquisito la sede di Estra a Prato.

Il magistrato aretino vorrebbe far luce su alcune sponsorizzazioni avvenute nel corso del primo mandato. Al vaglio ci sarebbero anche consulenze e spese personali.

Si tratterebbe di un procedimento che ha preso le mosse dall'inchiesta principale, ossia quella relativa a Coingas-Multiservizi-Estra, dove gli iscritti nel registro degli indagati sono tredici, tra cui anche lo stesso Macrì, al quale, per altre ragioni indipendenti da quest’ultimo avviso di garanzia, viene contestato sempre l'abuso d'ufficio, in merito alla sua nomina a presidente, avvenuta in tempi e modalità non corrette visto che, all’epoca era ancora consigliere comunale.

Ed adesso una nuova bufera, che arriva solamente un giorno dopo la riconferma di Macrì alla guida del colosso del gas.


Sostieni ArezzoTV