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Assolti perchè il fatto non sussiste.

La Corte d'Appello di Firenze, presieduta dal giudice Angela Annese, ha ribaltato la condanna del processo di primo grado del tribunale di Arezzo a carico di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, i due 29enne di Castiglion Fibocchi, a processo per la morte di Martina Rossi, la 20enne ligure precipitata dalla camera 609 dell'hotel Sant'Ana di Palma di Maiorca, il 3 agosto 2011.

Il dicembre 2018 i due giovani erano stati condannati dal Tribunale di Arezzo a 6 anni ciascuno, tre per tentata violenza sessuale e altri 3 per aver causato la morte della giovane in conseguenza di un altro delitto, quest'ultimo reato si è poi estinto per intervenuta prescrizione.

Il procuratore generale Luciana Singlitico aveva chiesto per i due giovani la condanna a 3 anni,per la tentata violenza sessuale. Per l'accusa Martina sarebbe infatti volata giù nel cercando di sfuggire ad un tentativo di stupro.

Ricostruzione a cui i giudici di secondo grado non hanno creduto.

Adesso sarà la procura generale a decidere se impugnare in Cassazione la sentenza, una volta depositata. Ma sarà comunque una corsa contro il tempo, perchè anche il reato si prescriverà ad agosto 2021.

I due ragazzi hanno sempre negato ogni addebito, hanno sempre parlato di suicidio, con Martina che prima di gettarsi avrebbe gridato frasi sconnesse.

"Non c'è niente, Martina non c'è più e anche la giustizia non c'è più" ha commentato il padre di Martina, Bruno Rossi.

«La giustizia italiana ora si è interrotta sul lavoro fatto in precedenza dalla Procura di Arezzo. Sono arrabbiato per assoluzione perché il fatto non sussiste. Questa sentenza vuol dire infangare l'onore di  Martina, vuol dire sostenere che è volata giù da sola».


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