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"Nei campi più cinghiali che lavoratori, raccolte a rischio", l'allarme di Coldiretti "Nei campi più cinghiali che lavoratori, raccolte a rischio", l'allarme di Coldiretti

“Nelle campagne mancano lavoratori stagionali per i raccolti che sono facile preda di migliaia di cinghiali oltre agli altri selvatici che si moltiplicano senza freni scorrazzando liberamente nei terreni coltivati con gravi danni a semine, foraggi, frutta, ortaggi, vigneti e minacciando gli animali della fattoria – commenta il Presidente di Coldiretti Arezzo Lidia Castellucci rispetto alla necessità di difendere le forniture alimentari della provincia diventate più preziose in questo delicato momento ma anche la sicurezza e la salute dei cittadini. Nelle campagne – prosegue Castellucci - ci sono più animali selvatici che lavoratori agricoli con lo stop alle misure di contenimento, gli aretini costretti nelle case e le forze dell’ordine impegnate nei controlli stradali per la quarantena”.
I selvatici hanno preso possesso del territorio in molte zone della provincia dove oltre a tutelare le produzioni agricole necessarie per soddisfare la domanda alimentare dei cittadini occorre pensare anche alla sicurezza delle persone.
Oltre ai danni ingenti sui raccolti con effetti anche sulla stabilità dei prezzi, a preoccupare sono anche i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. La proliferazione senza freni dei cinghiali sta mettendo a rischio anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico.
L’assalto degli animali selvatici – continua il Presidente Castellucci - aggrava la situazione di difficoltà nelle nostre campagne dove mancano almeno 23mila stagionali. Di questi il 60% sono non-italiani, quindi almeno 13mila unità. La carenza di manodopera si farà sentire se non verrà ripristinata in tempi rapidi la mobilità alle frontiere per questo sul piano nazionale è necessaria subito una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati, lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università, attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne”.
Per combattere le difficoltà occupazionali, garantire le forniture alimentari e stabilizzare i prezzi con lo svolgimento regolare delle campagne di raccolta in agricoltura la Coldiretti ha varato la banca dati “Jobincountry” autorizzata dal Ministero del Lavoro. Sono giunte in pochi giorni migliaia di richieste di cittadini italiani in difficoltà e tra questi per le difficoltà dell’industria, del turismo e di ampi settori del commercio e tra questi molti beneficiano di un ammortizzatore sociale che perderebbero se fossero assunti nei campi. “E’ per questo che – conclude la Coldiretti - servono voucher limitatamente a certe categorie e solo strettamente per il periodo di emergenza del coronavirus al termine del quale è auspicabile la ripresa del mercato del lavoro”.


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