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Riceviamo e pubblichiamo 

Lettera aperta al Sindaco Ghinelli e al suo (prossimo) avversario Ralli

Caro Sindaco , quella che era nata come un conferenza stampa destinata ai giornalisti per avere notizie ufficiali da parte dell’Amministrazione sull’andamento dei contagi, sulle misure di contenimento sulle ordinanze discendenti da quelle governative, poi regionali e poi cittadine, si è trasformata in un evento mediatico con tantissimi ascoltatori sia in tv che sul web.
Nulla da ridire, perché quando le informazioni arrivando da una fonte ufficiale sono sempre preferibili a quelle che vengono inventate o mal interpretate dai cosiddetti “leoni da tastiera”.

Ma è proprio su questo che chiedo chiarimenti e una presa di posizione netta da parte del mio primo cittadino e, visto che ci siamo, anche dal suo ormai quasi certo principale competitore, Luciano Ralli.

Fin dai primo giorni centinaia di persone iscritte a Facebook  hanno approfittato anche di questo evento quotidiano per dire la loro. In parte correttamente, chiedendo ulteriori spiegazioni, o ponendo domande lecite. Ma come troppo spesso accade, sia la pagina Facebook del Comune, come i profili di coloro che la condividono, sia i diversi seguitissimi gruppi di chat collettiva cittadina, stanno ospitando, senza MAI ELIMINARLI, commenti che dovremmo in realtà definire DELIRI in genere conditi da OFFESE, MINACCE e IMPROPERI.

Da un mese il Sindaco spiega a tutti noi che dobbiamo essere ligi alle ordinanze, rispettarle e se qualcuno le viola e viene scoperto, ne subirà le conseguenze. Mi domando, e giro la domanda a voi, ma anche alla Polizia postale o alla Procura della Repubblica, perché nessuno condanna o interviene dal punto di vista legale e giudiziario, contro coloro che offendono, denigrano e minacciano? Da Conte a Rossi, dal sindaco Ghinelli fino allo scempio di ieri sera con l’attacco fuori da ogni logica civile verso il Vescovo Fontana. Non sul contenuto di ciò che ha detto (sul quale anche io ho opinioni diverse dalle sue), ma sul linguaggio e sulle vili accuse scritte e poi moltiplicate all’infinito. Se questo Pase dopo la tragedia che stiamo attraversando va ricostruito, non basta far riaprire negozi, fabbriche e scuole, si deve riformare la testa delle persone iniziando dal rispetto che ognuno deve avere verso gli altri, soprattutto se istituzioni. Si inizia con le offese e si finisce, come ogni giorno accade in Italia, a sputare sui carabinieri, a picchiare i vigili urbani, e non escluderei che presto ricominceranno anche con infermieri e medici, oggi definiti eroi, ma verso i quali le aggressioni sono state centinaia fino ad un mese fa.

Caro Ghinelli e caro Ralli, vorrei vedervi chiedere, magari insieme, di togliere subito dal profilo Facebook del Comune tutti i commenti offensivi verso Fontana, come quelli verso Ghinelli, Rossi, Conte o chicchesia (dopo averli trasmessi per conoscenza alla Procura). Vorrei vedervi pubblicamente condannare in modo deciso e senza indulgenza questo atteggiamento violento e lurido verso le Istituzioni. Vorrei vedervi chiedere un intervento immediato di Prefettura e Procura perché lasciar correre stimola altri “poveri di mente” a fare altrettanto. Laddove questi soggetti non capiranno con le buone, si deve intervenire con il pugno di ferro. Si fanno multe (giustamente) a chi fa 4 passi per sgranchirsi le gambe, non si può consentire un tale spargimento di odio e di letame da parte di soggetti che io fatico a chiamare “cittadini”. Ghinelli e Ralli, prendetevi subito l’impegno di impedire entrambi con ogni mezzo che anche la prossima campagna elettorale sia giocata sull’insulto e sull’odio.

Lo sapete entrambi, io non sono un Credente, ma credo fortemente nelle Istituzioni. Con i loro difetti, ma costituite e governate per dare ai cittadini i loro diritti. Se tutti non le difendiamo, ad iniziare da chi ne ha il potere, per questo Paese non ci sarà futuro. Ciò che vedo da 24 ore contro il massimo rappresentante della Chiesa aretina è una ferita che voi non potete lasciar passare sotto silenzio.

Ghinelli e Ralli, a voi la risposta.

Grazie

Ivo Brocchi (giornalista)