Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

In data odierna si è riunita in unica convocazione, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio di Amministrazione, Dott.ssa Letizia Maria Brichetto Arnaboldi Moratti, l'Assemblea ordinaria dei Soci di UBI Banca.

Ai sensi dell'art. 106, comma 4, del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, l'intervento dei Soci in Assemblea ha avuto luogo esclusivamente tramite il Rappresentante Designato ex art. 135-undecies del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 ("TUF"), a cui sono state conferite anche deleghe/subdeleghe ai sensi dell'art. 135-novies del TUF, in deroga all'art. 135-undecies, comma 4, del TUF.

L'Assemblea ha approvato, con il voto favorevole del 99,9% del capitale presente, il bilancio d'esercizio di UBI Banca S.p.A. al 31 dicembre 2019.

A livello consolidato, per l'esercizio 2019 il Gruppo ha potuto confermare un positivo andamento dei proventi (+3,4%) e un ulteriore importante decremento degli oneri operativi (-4,4% al netto dei contributi sistemici), che hanno consentito di incrementare del 18,5% a circa 1,3 miliardi di euro il risultato della gestione operativa. L'importante riduzione degli oneri operativi è avvenuta in presenza di un significativo incremento degli investimenti in tecnologia (+78%); si sottolinea come questi investimenti abbiano permesso una reazione particolarmente tempestiva alle esigenze di smart working nate dalla drammatica situazione di pandemia attualmente in corso.

L'utile prima delle imposte è salito del 10,7% a oltre 506 milioni, pur incorporando un costo del credito coerente con la riduzione al 7,8% dal 10,4% del 2018 del ratio di crediti deteriorati lordi.

La diminuzione dei crediti deteriorati lordi di circa 3 miliardi in corso d'anno è da attribuirsi sia all'efficacia delle azioni di work-out interno, che hanno consentito di più che compensare i nuovi flussi in entrata (definiti da un default rate limitato all'1,1%), sia alle importanti cessioni di portafogli di esposizioni deteriorate opportunisticamente selezionate (UBI Factor, UBI Leasing, mutui residenziali con GACS).

E' inoltre stata annunciata un'ulteriore operazione di cessione di crediti deteriorati, da effettuarsi nel corso del 2020, attesa portare tale rapporto al 6,9% pro-forma sui dati al 31 dicembre 2019, il cui costo è già parzialmente incluso nei risultati del 2019.

In corso d'anno è di conseguenza ulteriormente diminuito il Texas ratio, che misura l'incidenza dei crediti deteriorati netti sul patrimonio netto tangibile, raggiungendo il 55,6% a fine 2019.

L'esercizio si è chiuso con un utile netto di 251,2 milioni di euro, che include elementi non ricorrenti negativi per 101,7 milioni; tale utile si raffronta ai 425,6 milioni conseguiti nel 2018, che includevano elementi non ricorrenti complessivamente positivi per 123,2 milioni.
Al netto degli elementi non ricorrenti, l'utile 2019 si attesta a 352,9 milioni di euro, in crescita del 16,7% rispetto ai 302,4 milioni del 2018.

Al contempo la Banca ha saputo consolidare la propria posizione patrimoniale, incrementando il CET1 ratio al 12,3% (12,6% senza la distribuzione di dividendi in ottemperanza alla raccomandazione BCE del 27 marzo 2020) rispetto all'11,3% di fine 2018, confermando la forte posizione di liquidità e conseguendo con ampio anticipo i livelli attesi di MREL grazie all'impegnativo piano di funding realizzato con successo sui mercati internazionali, a dimostrazione del gradimento delle emissioni UBI da parte degli investitori istituzionali.

La comprovata solidità e la fiducia della clientela e dei mercati nel nostro Gruppo, hanno spinto la raccolta diretta, sia da clientela ordinaria che, come detto, da investitori internazionali, a 95,5 miliardi di euro; la raccolta indiretta, che raggruppa i servizi di risparmio gestito, l'offerta di prodotti assicurativi e la raccolta amministrata, ha raggiunto i 101,5 miliardi; e gli impieghi netti alla clientela si sono attestati a circa 85 miliardi di euro, erogati principalmente a famiglie e medie imprese. La solidità patrimoniale e la crescita dei risultati economici avevano quindi consentito al Consiglio di Amministrazione di UBI Banca di proporre un dividendo di 0,13 euro per azione (+8,3% vs 2018). Peraltro, tenuto conto della sopra richiamata raccomandazione della BCE alle banche dalla stessa vigilate di non procedere al pagamento dei dividendi almeno fino al 1° ottobre 2020, il Consiglio di Amministrazione di UBI Banca ha deliberato, in data 31 marzo 2020, di non sottoporre all'Assemblea dei Soci la proposta di cui al punto 2 all'Ordine del Giorno "Destinazione dell'utile di esercizio 2019 e distribuzione agli azionisti del dividendo", a ragione della incompatibilità con le soprarichiamate indicazioni di prudenza formulate dall'Autorità di Vigilanza.

Dopo la data del 1° ottobre 2020 e in assenza di diverse indicazioni da parte della BCE, il Consiglio di Amministrazione si riserva di convocare un'Assemblea per la trattazione della tematica in questione.

L'Assemblea ha successivamente deliberato di conferire l'incarico di revisione legale per gli esercizi 2021-2029 alla Società KPMG S.p.A., come da raccomandazione del Comitato per il Controllo sulla Gestione, e ne ha determinato i compensi.

L'Assemblea ha quindi deliberato in senso favorevole:

  • sulla prima sezione della Relazione sulla Remunerazione con voto vincolante e sulla seconda sezione della stessa Relazione sulla Remunerazione con voto non vincolante. La prima sezione illustra le politiche di remunerazione e incentivazione 2020 del Gruppo, mentre la seconda sezione fornisce informazioni quantitative analitiche e aggregate sui compensi corrisposti nel 2019;

  • sui Piani di remunerazione basati su strumenti finanziari, per la valorizzazione di una quota della componente variabile a breve termine (annuale) della retribuzione del "Personale più rilevante" in strumenti finanziari, approvando conseguentemente la relativa proposta di autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie al servizio del piano di incentivazione;

  • sui Piani di remunerazione basati su strumenti finanziari, per la valorizzazione di una quota della componente variabile a lungo termine (pluriennale) della retribuzione del "Personale più rilevante" in strumenti finanziari, approvando conseguentemente la relativa proposta di autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie al servizio del piano di incentivazione; * sui criteri e i limiti per la determinazione dei compensi da accordare in caso di conclusione anticipata del rapporto di lavoro o di cessazione anticipata della carica;

  • sulla proposta di definizione del rapporto tra componente variabile e fissa della remunerazione per il Personale di Pramerica SGR S.p.A. appartenente all'Area Investimenti fino al limite del 4:1.