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Ubi, oltre 1 miliardo a imprese e famiglie del centro Italia: positivi i risultati consolidati 2019 Ubi, oltre 1 miliardo a imprese e famiglie del centro Italia: positivi i risultati consolidati 2019 Ubi, oltre 1 miliardo a imprese e famiglie del centro Italia: positivi i risultati consolidati 2019

Il responsabile della Macro Area Territoriale Lazio, Toscana e Umbria, Cristian Fumagalli, commenta i positivi risultati consolidati al 31 dicembre 2019 di UBI Banca diffusi oggi.

Il 2019 è stato l’anno in cui soprattutto nel Centro Italia si è affermato con forza il nostro ruolo di istituto di credito di riferimento capace di accompagnare e rafforzare lo sviluppo sostenibile delle imprese, il benessere delle collettività e le progettualità future delle famiglie. Nel Lazio, Toscana e Umbria, le istituzioni, gli imprenditori e la clientela privata hanno dimostrato di apprezzare l’impegno profuso dal nostro istituto in termini di innovazione tecnologica, offerta commerciale, visione sociale e azioni di sostenibilità, oltre che di accesso al credito come dimostrano i risultati positivi dello scorso anno.

La nostra Banca è stata scelta come Banca partner per la concessione del credito portando, sempre in un contesto economico nazionale che permane incerto, i volumi delle erogazioni a circa 1.050 mln di Euro comprensivi dei finanziamenti a famiglie e imprese, che spaziano dalle piccole alle grandi dimensioni, di cui circa 656 mln di Euro nel Lazio, circa 274 mln di Euro in Toscana e circa 120 mln di Euro in Umbria. Ulteriore testimonianza della partnership con il territorio sono i 387 mln di Euro di finanza strutturata erogati a favore delle medio/grandi imprese.

I dati mostrano che il nostro Istituto è riuscito infatti a affermarsi come un modello di intelligenza artificiale che analizza e apprende da distretti, filiere e territori, assimila esempi di successo e valuta i fattori critici ponendosi nei confronti dell’impresa come partner in grado di valutare e proporre soluzioni costruttive con benefici a lungo termine.

Si riscontra sempre una tendenza in crescita, pari a circa il 20% rispetto allo scorso anno, per i mutui e prestiti alle famiglie con la Toscana che esprime la dinamica più favorevole pari a oltre il 30%.

Da evidenziare un trend molto positivo anche dei dati sulla raccolta, a testimonianza della consolidata fiducia che i clienti nutrono nell’affidare i propri risparmi a una banca solida come UBI Banca.

La ricchezza finanziaria è aumentata di oltre il 4% rispetto allo stock rilevato lo scorso anno, raggiungendo l’importo di 13,1 mld di Euro con una crescita sopra la media per la provincia di Arezzo. Oltre 1 mld di Euro sono state le sottoscrizioni ripartite tra risparmio gestito, assicurativo e prestiti obbligazionari: circa 532 mln di Euro in Lazio, circa 365 mln di Euro in Toscana e circa 108 mln di Euro in Umbria. Anche UBI Top Private, area strategica specializzata nella gestione di clienti e aziende con grandi patrimoni, sta sempre più rafforzando il proprio accreditamento su questi territori.

Risultati resi possibili grazie alle elevate professionalità che la nostra Banca possiede e offerte nel Centro Italia da 1.753 dipendenti che nell’anno hanno perfezionato le proprie competenze dopo 140.000 ore di formazione specialistica a beneficio della relazione e della consulenza offerta alla clientela.

Guardando al futuro, il nuovo piano industriale sarà presentato il 17 febbraio ed espliciterà il modello di banca che UBI intende perseguire per i prossimi anni, con importanti effetti e progettualità anche per le nostre tre Regioni.

Nell’ambito degli interventi innovativi e di sostenibilità, grazie anche al valore aggiunto offerto dalle strutture specializzate e dalle società prodotto del nostro Gruppo, è importante ricordare il social bond collocato con successo nel mese di gennaio “UBI Comunità per la Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Anna Meyer Onlus” per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro, che permetterà un’erogazione di liberalità fino a 100.000€ a favore del Progetto LudoBiblio a beneficio dei giovani pazienti e delle loro famiglie”.


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