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Arezzo, opposizione all'attacco dopo il nuovo terremoto giudiziario: "è ora di cambiare" Arezzo, opposizione all'attacco dopo il nuovo terremoto giudiziario: "è ora di cambiare" Arezzo, opposizione all'attacco dopo il nuovo terremoto giudiziario:

Dichiarazione dei Segretari provinciale e comunale del Pd, Francesco Ruscelli e Alessandro Caneschi

"Nominati riottosi che non rispettano le indicazioni di chi li ha “messi” in quel ruolo. Nominandi che pensano di poter utilizzare il denaro per avere una carica: se c’è stato il reato di corruzione, lo deciderà la magistratura ma già oggi abbiamo atti della magistratura stessa che sembrano evidenziare una cultura politica capace di generare  comportamenti inaccettabili e silenzi istituzionalmente incomprensibili.

La città di Arezzo, la sua comunità, le sue imprese sono in mano a queste persone. Si va da Coingas a Multiservizi passando da abuso d’ufficio e favoreggiamento a corruzione.  Tra l’altro, ironia della sorte, coinvolgendo personaggi politici che in questi anni si sono caratterizzati per la durezza del loro linguaggio e per il costante riferimento alla morale pubblica. Solo due giorni fa il consigliere Bardelli affermava che "la fastidiosa superiorità morale della sinistra ha stancato”.

Adesso Amendola ha annunciato le sue dimissioni da Multiservizi. Forse dovrebbe fare altrettanto per la società Gas Tronto, controllata da Estra e quindi altrettanto pubblica come la Multiservizi.

La destra aretina non appare in grado di governare sulla base dei normali criteri di correttezza, trasparenza, valorizzazione delle competenze. Per di più abbiamo un Sindaco che ascolta le confidenze, forse si arrabbia ma che non mette in atto azioni connesse al suo ruolo istituzionale.

Per Arezzo è ora di cambiare".

Dichiarazione di Luciano Ralli, consigliere comunale Pd.

E due. Vorrei evitare l’infondata accusa di giustizialismo e preferirei un ragionamento sereno su etica e cultura politica. Tre esponenti del centrodestra hanno adesso un fascicolo con il loro nome in Procura. Reato grave: corruzione. È l’inizio dell’indagine, alcuni passaggi ricostruiti dai giornalisti devono essere meglio chiariti e il magistrato farà il suo lavoro. Ma, nell’attesa, penso si possa fare una riflessione su etica e cultura politica nel centrodestra aretino.

Prima Coingas e adesso Multiservizi. Nella prima storia si afferma un concetto: chi viene nominato risponde a chi l’ha nominato. Ma non secondo criteri di efficienza, trasparenza e produttività ma secondo il criterio della fedeltà. Chi ha poca memoria ricordi la frase del sindaco Ghinelli: ‘non è accettabile che uno messo lì da noi non ci stia a sentire’. Nella seconda storia tutto peggiora perché ci sono di mezzo i soldi, nomine anche in questo caso slegate dalla competenza e, secondo gli inquirenti, addirittura la corruzione.

Nel primo e nel secondo caso tutti vanno a lamentarsi con il sindaco. Domanda: perché queste vicende non le ha raccontate lui, visto il suo ruolo e il suo dovere istituzionale e abbiamo dovuto aspettare di leggerle sui giornali? In altre parole: la comunità aretina può fidarsi?

Francesco Romizi (Arezzo in Comune): “Per essere quella che caratterizza la ripresa dell’attività politica dopo la pausa natalizia, mi pare che la settimana in corso stia rispettando questo assunto. Anzi, stiamo abbondantemente sopra la media. Abbiamo scoperto che al sindaco è stata notificata la proroga del termine delle indagini, così ha dichiarato in una sua nota, che la maggioranza si è schierata dalla sua parte, così recita un’altra, che adesso c’è pure una seconda inchiesta che coinvolge il centrodestra.

A questo punto le domande si moltiplicano. La prima: non è che la formula usata, “avviso proroga”, cela in realtà l’autentica natura dell’atto, ovvero un “avviso di garanzia”? A prescindere dal fatto che il sindaco è innocente fino a sentenza passata in giudicato, da un punto di vista politico cambia la situazione: ci troveremmo un candidato, che sia per Firenze o Arezzo a questo punto non fa differenza, sotto indagine per l’intera campagna elettorale e addirittura a elezioni concluse. Se era auspicabile che anche la magistratura agisse con maggiore celerità, non è il caso di chiarire di che “avviso” si tratta?

La seconda domanda la rivolgo alla maggioranza: dove sono oggi le voci critiche che già si alzarono nell’estate 2019 quando cominciarono a trapelare i primi coinvolgimenti nell’inchiesta Coingas? Oggi che a questa inchiesta se ne aggiunge un’altra, dai risvolti per certi aspetti ancora più gravi, a qualcuno non vengono dubbi da esprimere ad alta voce, invece di limitarsi a sottoscrivere le 10 righe di facciata dal contenuto scontato?”


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