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Boom per l'export aretino grazie all'aumento del prezzo dell'oro Boom per l'export aretino grazie all'aumento del prezzo dell'oro Boom per l'export aretino grazie all'aumento del prezzo dell'oro

Nei primi nove mesi del 2019 il valore delle esportazioni della provincia di Arezzo è cresciuto complessivamente di 1,7 miliardi di euro (+35,2%) rispetto allo stesso periodo del 2018, attestandosi a 6,530 miliardi di euro. Il saldo commerciale presenta un avanzo di 2,201 miliardi di euro. Siamo di fronte -sottolinea il Presidente Massimo Guasconi -ad un risultato per alcuni aspetti sorprendente: basti pensare che si è quasi raggiunto nel terzo trimestre il valore complessivo dell’export dello scorso anno. Un dato che è comunque, in maniera determinante, condizionato dalla performance dei metalli preziosi ( i cosidetti “lingotti”) che rappresentano la voce più rilevante dell’export provinciale e arrivano a sfiorare i tre miliardi di euro (su un totale di 6,5 miliardi), in forte crescita rispetto allo stesso periodo del 2018 (+84,4%) . La gioielleria ed oreficeria, che costituisce la seconda voce dell’export aretino, chiude i primi nove mesi con un aumento del’11,9% grazie ad un terzo trimestre (+12,5%) che ha confermato la tendenza emersa nei primi sei mesi dell’anno. In valore le vendite all’estero si sono attestate nel parziale d’anno a circa 1,541 miliardi di euro. Su entrambi i due settori trainanti del nostro export è il prezzo dell'oro a rappresentare comunque sempre una variabile tutt’altro che trascurabile.  Come abbiamo più volte sottolineato – commenta il Segretario Generale della Camera di Commercio Giuseppe Salvini - nei periodi presi in esame è cresciuta l’incertezza delle prospettive economiche mondiali, soprattutto per la debolezza del commercio internazionale e per le tensioni legate all’adozione di politiche protezionistiche. Un’incertezza che ha incrementato la domanda di oro da parte degli istituti bancari e degli investitori ( istituzionali e non) con conseguente aumento del prezzo: dai dati pubblicati dal World Gold Council emerge che l’oro ha presentato nel terzo trimestre una crescita dei prezzi del 27% nelle quotazioni in euro, portando la variazione dei primi nove mesi dell’anno a +12,9%. I risultati dell’export del comparto orafo vanno quindi depurati dall’ aumento del prezzo del metallo: più realisticamente, si può parlare di un risultato prossimo alla stabilità (se non moderatamente negativo) per l’oreficeria e un po’ meno brillante (ma sempre largamente positivo) per quanto riguarda i metalli preziosi. Il confronto con gli altri due distretti nazionali conferma comunque la maggiore vitalità, grazie alla capacità innovativa degli oltre 1.200 imprenditori orafi, del polo di Arezzo. Vicenza infatti è in crescita del 5,3%, mentre Alessandria si ferma al 7%. A livello nazionale il comparto della gioielleria chiude i primi nove mesi dell’anno con un incremento delle vendite all’estero del 10,3%. Analizzando i principali mercati di riferimento dell’export orafo aretino, gli Emirati Arabi Uniti crescono del 14,3%, Hong Kong del 10,7%, Turchia del 15,5% e Stati Uniti del 35%. Il comparto della moda è in crescita del’1,5% attestandosi a quasi 570 milioni di euro: il miglioramento interessa praticamente tutti le specializzazioni: abbigliamento (+1,3%), pelletteria (+0,1%) e calzature (+3,7%), con la sola eccezione del tessile (-3,8%) e permette di recuperare parzialmente l’importante flessione registrata nel 2018. Anche fra gli altri settori ci sono molti segni positivi (ad esempio, apparecchiature elettriche (+21,4%), prodotti chimici (+16%), bevande (+9%) ) a conferma della dinamicità dell’export provinciale al quale fa da contraltare la forte sofferenza del mercato interno.


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