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Alluvione ad Arezzo, consiglio comunale aperto. I cittadini di via Romana: "paura per ogni nube" Alluvione ad Arezzo, consiglio comunale aperto. I cittadini di via Romana: "paura per ogni nube" Alluvione ad Arezzo, consiglio comunale aperto. I cittadini di via Romana:

Consiglio comunale aperto sull'alluvione che ha colpito Arezzo in estate. 

È stato il sindaco Alessandro Ghinelli a introdurre il punto all'ordine del giorno: “l'evento ha segnato la città, da un punto di vista materiale e purtroppo, con una vittima, anche umano. L'amministrazione, dinanzi a quanto accaduto, si è subito prodigata e conferma con questa seduta la costante attenzione dinanzi ai problemi dei cittadini”.

I cittadini hanno preso la parola lamentando soprattutto la mancanza di interventi concreti per risolvere la situazione. È stata annunciata la nascita di un comitato spontaneo di via Romana, cresciuto subito nei numeri e che conta di arrivare a oltre 300 aderenti. Non sono mancati apprezzamenti al sindaco per la messa in posa di una barriera new jersey all'altezza del sottopasso di via Salvadori fin dal 27 luglio. Preoccupazione per il fosso proprio di via Salvadori, individuato come un punto fortemente critico. Appelli anche al Consorzio di bonifica e per la realizzazione delle casse di espansione sul Valtina e il Sellina e di una nuova fognatura in via Romana. Critiche al progetto e alla spesa prevista per l'asfaltatura di via Romana, lavori inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche: i cittadini temono che siano considerati prioritari rispetto alla suddetta fognatura. È stato rilevato come gli allagamenti in passato si fermassero a via Tripoli e via Capponi mentre oramai raggiungono altre aree. Gli abitanti hanno ricordato che il timore è insostenibile ogni volta che si prospetta un'allerta meteo o che comincia a piovere. Molte abitazioni si sono dotate di strumenti tecnici e idrovore che però risultano oramai insufficienti. È stato rilevato come le regole sono uguali per qualsiasi opera pubblica e che al di là della burocrazia la questione vera è fare partire i progetti ed eventualmente, se vecchi, aggiornarli. La sensazione è che sia stata fatta una scommessa sulla mancata esondazione del Sellina. E invece proprio questo è accaduto. Nel quartiere di via Romana è compromessa la salubrità ambientale.

Il consigliere comunale Alessandro Caneschi ha ricordato che il 17 ottobre è stato nominato il commissario straordinario nella persona del governatore toscano Enrico Rossi e bisogna capire come sono state distribuite le competenze tra commissario e amministrazione comunale: “pare che si stia aspettando la manna dal cielo, risorse altrui mentre potevano essere impegnate da subito risorse comunali invece di questi quattro anni di immobilismo. Non dimenticherei la frazioni, che hanno i loro problemi come dimostrano le zone colpite a fine luglio”.

Luigina Bidini ha rilevato come anche via Giotto subisca la stessa situazione di via Romana: “il fenomeno è purtroppo diffuso in tutta la città. Sono anni che si parla di protocolli e piani anti-allagamento ma l'acqua continua a martoriarci. Ne parlava nel 2007 l'allora assessore ai lavori pubblici. Il problema dunque esisteva ed esiste. Chiedo un monitoraggio sulla fognatura di via Giotto, l'acqua ristagna ad esempio intorno alla rotonda con fenomeni anomali di diffusione”.

Per Francesco Romizi le inadempienze di questa amministrazione esistono, “basti ricordare che le casse di espansione sono state posticipate al 2021. Perché questa scelta? Che fine ha fatto il tavolo tra Comune e protezione civile che avevamo attivato per la soluzione di questi problemi?”.

L'assessore Marco Sacchetti: “in questi anni, abbiamo garantito interventi infrastrutturali nella continuità amministrativa, concertati con tutte le istituzioni coinvolte e con una scala di priorità stabilite precedentemente. La cassa di espansione sul Castro è stata realizzata ed è in corso quella sul Bicchieraia, insieme alla messa in sicurezza del torrente Covole. E veniamo a quanto accaduto dal 27 luglio 2019 a oggi: sono state emesse subito un'ordinanza di stato di emergenza regionale dal presidente Enrico Rossi e di stato di emergenza nazionale dal governo. Al tavolo tecnico costituitosi tra Comune, Regione e Consorzio di bonifica, è stata coinvolta l'università perché è il soggetto in possesso delle conoscenze idrologiche più aggiornate e abbiamo nominato con una delibera di giunta l'ingegnere Baldini come referente del Comune a questo tavolo. Ci siamo subito attivati con Nuove Acque per capire cosa era successo in via Romana con un'indagine sistematica su tutta la rete fognaria che ha messo in evidenza situazioni di criticità e ostruzione. Adesso che abbiamo un quadro più chiaro, Nuove Acque interverrà con una pulizia sui punti coinvolti e con quanto adeguato ad alleggerire la rete. Ricordo che i rapporti con il Consorzio di bonifica sono tornati con questa amministrazione sinergici dopo anni di impasse causata dalla discussione sulla legittimità della tassa richiesta. Gli effetti di questa rinnovata intesa si stanno vedendo. Secondo noi gli interventi devono essere distinti tra quelli immediati, come la barriera su via Salvadori, la demolizione di un ponte sul Valtina a San Marco, procedure standardizzate di protezione civile che impediscano ad esempio l'accesso al sottopasso, la pulizia della fognatura di via Romana e un'indagine anche per la zona di via Alfieri, e quelli a medio termine, diciamo un anno, per alleggerire il carico dei collettori fognari deviandolo su altri recettori finali e realizzando un altro scolmatore che sfoghi sul Vingone. Poi, ci sono gli interventi strutturali di lungo termine sul Sellina e sul Valtina, per fare in modo che le masse d'acqua restino negli alvei. Sui danni subiti non decidiamo noi ma la protezione civile nazionale e a oggi sono stati stanziati 500.000 euro. In una specifica ordinanza regionale, sul modello di quella emessa a seguito dell'alluvione di Livorno, sono previste deroghe alla legge sugli appalti e sui vincoli ambientali che accelerano i tempi di progettazione per cui l'impegno che ci prendiamo è far sì che il tavolo tecnico suddetto, in capo al quale spettano decisioni finali, riesca a definire in pochi mesi i progetti esecutivi e a fare in modo che siano seguiti da immediata realizzazione”.

Donato Caporali: “per ora registriamo piccoli interventi: Antria, viale Santa Margherita, la pulizia del Castro sotto la Bastanzetti. Ma lavori che incidano a monte sul deflusso delle acque sono fermi. Chiedo perciò un'ordinanza sulla tutela del reticolo idrografico minore e perché nessuna opera di messa in sicurezza del rischio idrogeologico sia stata inserita nel bando periferie”.

Federico Scapecchi: “chi è senza peccato scagli la prima pietra. Le proposte dei cittadini sono il segnale che la questione è giustamente molto sentita. Mi sono informato sulle fognature di via Romana e sono venuto a conoscenza che le ostruzioni trovate non sono banali. Ben venga una commissione di inchiesta, e non di accusa, ma allora indaghiamo anche su come e perché sono state rilasciate nei decenni le concessioni che hanno determinato la riduzione dei fondi che costituivano uno sfogo per l'acqua. Il mio auspicio è che emerga spirito di collaborazione tra cittadini e istituzioni”.

Angiolino Piomboni: “vorrei capire perché nel 2012 è stata fatta una scelta sulle casse di espansione sul Valtina che ha fatto scalare posizioni nella lista di priorità di questo intervento. Evitare la strumentalizzazione politica è la strada migliore”.

Sono intervenuti anche la presidente del Consorzio di bonifica e i tecnici di Nuove Acque. La prima ha sottolineato come il consorzio programmi interventi di manutenzione ordinaria. Post-alluvione il consorzio è comunque intervenuto su richiesta della Regione Toscana e ha attivato vari cantieri per ripristinare la normalità, impegnando risorse per 500.000 euro. Per via Romana ha un progetto preliminare pronto a diventare definitivo dopo il reperimento delle risorse. I tratti tombati non sono di competenza. I secondi hanno ricordato che una rete fognaria di tipo misto, come ne esistono in tutta Europa, raccoglie e trasporta più scarichi ma non può sostenere tuttavia apporti straordinari. Nuove Acque nel 2015 ha realizzato uno scolmatore presso viale Dante, un potenziamento della rete fognaria posta tra via Romana e via Fratelli Rosselli e si prenderà carico di uno studio sistematico sul deflusso delle acque, anche superficiali, in una zona vasta da via Romana a via Alfieri. Anche per alleggerire via Giotto sono stati realizzati alcuni scolmatori. L'impegno della società continuerà.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha rassicurato che l'asfaltatura di via Romana sarà fatta ma inizialmente non nella nella zona interessata dai lavori sulla fognatura finché questi non saranno ultimati.

Paolo Sisi ha messo in evidenza come anche la zona dei Cappuccini sia interessata da eventi sempre peggiori mentre Alessandro Caneschi ha chiesto che sia messo per iscritto il crono-programma a cui accennava Sacchetti, come elemento di chiarezza e trasparenza per i cittadini.

Nella replica, Marco Sacchetti ha ribadito che il Comune, di concerto con università e Regione Toscana, stabilirà le priorità che verranno poi valutate, anche ai fini dei relativi finanziamenti, a livello nazionale: “Mi spenderò per inserirvi l'intervento sul collettore principale di via Romana”.

A chiusura del Consiglio Comunale, il sindaco ha ricordato “come nel 1978, anno della mia laurea in ingegneria idraulica, si tenevano presenti alcuni parametri per il calcolo di un collettore fognario. Sono passati 40 anni e il livello di progettazione è cambiato. Guardando ancora a quel passato, la parte di città di cui ci siamo occupati stasera ha visto solo aggiunta di strade, case e del fatidico sottopasso di via Salvadori. Per fortuna, abbiamo un collettore naturale che per sua natura non ha problemi, il Vingone, in virtù della sua sezione idraulica, e gli interventi accennati da Sacchetti vanno nella direzione giusta. Dobbiamo avere tutti il coraggio di ammettere che siamo vittime di un passaggio temporale che rende obsoleti gli attuali sistemi fognari e che gli eventi sono diventati straordinari. Ma ho la volontà di cambiare le cose, partendo dalla partecipazione ai tavoli europei e dalla adesione alle loro direttive che si pongono il problema dei cambiamenti climatici e dei modi per arginarli, in primis la riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Non mi limito a occuparmi di emergenze ma guardo al futuro”.