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Pieve di Santa Maria, tornano al loro splendore la Cappella di San Donato e la sala dei canonici Pieve di Santa Maria, tornano al loro splendore la Cappella di San Donato e la sala dei canonici Pieve di Santa Maria, tornano al loro splendore la Cappella di San Donato e la sala dei canonici

A meno di cinque mesi dall’annuncio del restauro, da questa mattina, la Pieve di Santa Maria può offrire ai fedeli e al pubblico un’ulteriore conferma dell’unicità della sua bellezza. E’, difatti, terminato il restauro delle pitture murali policrome, dell’altare della cappella di san Donato e della sala antistante (sala capitolare dei canonici della Pieve), effettuato dalle restauratrici Stefania Liberatori e Luciana Bernardini che, in tempo record, hanno riportato all’antico splendore questa parte della Pieve, meno conosciuta, risalente al XVIII secolo. “Il luogo del restauro, fino ad oggi, è stato poco conosciuto anche a causa delle pesanti infiltrazioni di umidità che lo avevano reso poco accessibile e affatto utilizzabile come luogo di culto – hanno spiegato le due restauratrici Stefania Liberatori e Luciana Bernardini -; vaste zone erano state segnate da infiltrazioni d’acqua ed umidità che hanno macchiato ed alterato i colori delle pitture murali e degradato l’intonaco di supporto. Numerosi, inoltre, sono stati i distacchi e la mancanza della pellicola pittorica ed assai diffuse le crepe. L’altare e la sovrastante statua del Santo, pur presentandosi sostanzialmente in buon stato conservativo, ha necessitato una ripulitura a secco utile per la rimozione delle polveri e sono stati necessari anche interventi di stuccatura con alcune riprese pittoriche decorative”. Oltre al restauro di alcuni mobili caratteristici, anche l’impianto elettrico è stato interamente rifatto e messo a norma e sono stati eseguiti lavori esterni per eliminare infiltrazioni di acqua ed umidità derivanti da pluviali. L’arcivescovo Riccardo Fontana non ha mancato di sottolineare il proprio plauso per l’iniziativa, evidenziando come la Pieve sia stata nel tempo – e continui ad essere – un simbolo per la città e gli aretini, “perché è il luogo dove vengono custodite le reliquie del santo patrono san Donato”.