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Migliora la qualità della vita ad Arezzo che balza nel gruppo delle prime venti province d’Italia: lo afferma l’indagine di ItaliaOggi - Università la Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni. Rispetto alle rilevazioni del 2017 gli aretini scalano tredici posizioni, tornando nella prima fascia, che identifica modelli virtuosi nei quali la qualità della vita è ritenuta “buona”.

È stata un’assenza durata diversi anni quella di Arezzo e provincia dalle posizioni che contano. Una conquista che conferisce al territorio il secondo posto in Toscana, staccato da Siena (quarta). È infatti ancora lontano il podio, occupato da Bolzano, Trento e Belluno.

Colpisce che le crisi bancarie affrontate dalle due città toscane non abbiano compromesso il benessere dei cittadini, che hanno comunque vissuto l’infausto riverbero delle vicende finanziarie.

Lo studio di ItaliaOggi prende del resto in esame vari parametri per determinare il concetto di qualità della vita: affari e lavoro, tenore di vita, ambiente, tempo libero, criminalità, sistema salute, disagio sociale e personale, servizi finanziari e scolastici e popolazione.

Il sistema di valutazione individua poi delle sottocategorie, grazie alle quali viene ritratto un minuzioso profilo cittadino. “Agriturismo per 100 mila abitanti” è un criterio esaminato nell’ambito del tempo libero e assegna ad Arezzo un posto tra le eccellenze, quinta. Non è certo una sorpresa considerata la morfologia del territorio, storicamente legato a bellezze paesaggistiche e tipicità enogastronomiche: dalle dolci colline della Valdichiana ai ruvidi crinali del Casentino.

Grazie alla qualità e conseguente notorietà dei prodotti tipici, a partire dal vino e dall'olio, gli agriturismi della zona sono inevitabilmente una delle eccellenze che Arezzo può vantare. Nei paesi della provincia sono numerose le attività enogastronomiche che regalano un'esperienza che ci porta indietro nel tempo e nelle tradizioni, permettendo di rivivere luoghi, sapori e attività che rappresentano la Toscana fin dai tempi dei Medici, quando si aspettava l'estate per rifugiarsi tra i colli e intrattenersi con dibattiti politici, giochi di carte e libagioni che all'epoca si potevano concedere solo i potenti.

La provincia aretina si distingue anche rispetto ai “Consumi idrici pro capite sull’erogato”, che troviamo all’interno della sezione ambiente, ottenendo il primato nazionale (a pari merito con Oristano). In fatto di “Associazioni ricreative, artistiche, culturali per 100 mila abitanti” occupa il nono posto. È un segnale che da una parte attesta la vitalità della provincia, dall’altra testimonia il valore assunto dalla cultura nello sviluppo socioeconomico.

Un tema, quello socioeconomico, correlato all’11esimo posto degli aretini in quanto a “Tasso di occupazione” (questione che rientra nella categoria “Affari e lavoro”): avanzano di sei posizioni rispetto allo scorso anno. A riprova dell’espansione occupazionale c’è il dato sulla disoccupazione giovanile, pari al 22,8% (esaminata la fascia di età fino ai 24 anni). Ciò corrisponde a un deciso balzo in avanti, dal 50esimo al 29esimo posto.

L’indagine non tiene però conto del fattore export, essenziale per una valutazione esaustiva dell’economia cittadina. I distretti della manifattura aretina hanno infatti goduto, nel corso del 2017, di un forte sviluppo delle esportazioni. In particolare oro, pelletteria e abbigliamento registrano prestazioni nettamente positive, tanto che gli affari con l’estero, durante i primi 9 mesi dello scorso anno, sono cresciuti del 7% (dati del rapporto Monitor, realizzato da Banca Intesa-Cassa di risparmio Firenze).

C’è quindi un dinamismo che lascia ben sperare per il futuro e potrebbe giovare di interventi mirati a sviluppare un potenziale ancora, sotto molti aspetti, inespresso. Secondo la ricerca di ItaliaOggi c’è del lavoro da compiere, ad esempio, sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani (Arezzo è 75esima), dell’uso del trasporto pubblico (56esima), dei posti letto in cardiologia, cardiochirurgia e unità coronariche (75sima) nonché di quelli in reparti di oncologia (90esima).

Il bilancio rimane complessivamente positivo. Lo scorso anno la provincia aretina veniva etichettata come realtà con una qualità della vita accettabile, mentre il 2018 segna il riscatto che la porta a confronto diretto con il Triveneto e le province emiliane.

Con Firenze che scende dal 37esimo al 54esimo posto e Grosseto scivolata in posizione 33 (11 posti in meno del 2017), Arezzo acquista un ruolo di primo piano nel quadro del centro Italia, insieme a Siena e Perugia (24esima).

La performance andrebbe ricondotta a buon punto di partenza per rinnovare il successo del 2003, quando la provincia aretina guadagnò la testa della classifica.