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E’  senza subbio l’abuso paesaggistico più grande nella storia della Provincia di Arezzo per dimensioni e caratteristiche. Un intervento  che  interessa quasi  79 ettari di superficie al cui interno sono stati definitivamente  sottratti 14 ettari di superficie boscata e costruite strade per  4 chilometri di cui una parte  all’interno di una superficie percorsa dal fuoco dove  vige tutt’oggi un divieto assoluto di edificabilità.
Le indagini iniziarono a fine 2018 attraverso una collaborazione tra Stazione Carabinieri Forestale di Bibbiena, i Carabinieri del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e i Carabinieri della Sezione di PG della Procura di Arezzo durata alcuni mesi, tempo necessario  per una prima quantificazione degli abusi. Una intera collina, ai piedi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi che, da un anno all’altro ha cambiato cambia totalmente i propri connotati così come è ben visibile nelle foto aere consultabili dal pubblico.
Opere realizzate senza permesso a costruire, senza autorizzazione paesaggistica, violando il divieto di edificabilità in area percorsa dal fuoco il cui risultato ha alterato e turbato completamente la bellezza estetica e panoramica offerta da uno degli angoli più belli della Provincia.
Per tutto questo i Carabinieri Forestali hanno rapportato l’accaduto all’Autorità Giudiziaria che ha assunto la direzione delle indagini nella persona del Pubblico Ministero Angela Masiello la quale, dopo alcuni approfondimenti ha chiesto e ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo, dott. Piergiorgio Ponticelli, l’immediato sequestro dell’area per l’interruzione dei lavori e la sottrazione del sito all’avente diritto. Provvedimento che per tipologia e caratteristiche può ben definirsi il primo nella storia per superficie d’impatto.
Questa mattina oltre 20 Carabinieri Forestali coadiuvati dalla Sezione di PG Carabinieri della Procura di Arezzo stanno eseguendo il sequestro nei confronti di un noto imprenditore del Casentino titolare di Società AgricolA al quale sono stati contestati numerosi reati tra cui la realizzazione opere senza permesso di costruire, senza autorizzazione paesaggistica, la violazione del divieto di edificabilità in aree percorse dal fuoco e il deturpamento di bellezze naturali.
Nel provvedimento del GIP si legge che la persona destinataria del provvedimento ha posto in essere plurime e reiterate attività di taglio del bosco, di disboscamento e di realizzazione di nuove strade in mancanza di autorizzazioni con trasformazione di decine di ettari di bosco in seminativo e perciò con evidente scopo di lucro. Peraltro, prosegue il GIP risultano 850 metri di strade non sanabili a causa del vincolo di inedificabilità assoluta imposto dalla Legge 353/2000 e quindi la sanatoria concessa dall’autorità amministrativa risulta illegittima.
Le indagini sono ancora in fase iniziale e proseguiranno per definire ancora meglio l’entità degli abusi e tutte le responsabilità eventualmente connesse.