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Caso Moretti, le motivazioni del Tribunale del Riesame. Ritrovato lo yacht Caso Moretti, le motivazioni del Tribunale del Riesame. Ritrovato lo yacht Caso Moretti, le motivazioni del Tribunale del Riesame. Ritrovato lo yacht

Era stato accolte parzialmente lo scorso dicembre da parte del Riesame le richieste della famiglia Moretti, al centro dell'inchiesta sull'autoriciclaggio della guardia di finanza di Arezzo. Era stato così parzialmente riformato il decreto di sequestro prevenivo firmato dal Gip Piergiorgio Ponticelli ed a 30 giorni dalla decisione sono state rese note le motivazioni. Il Tribunale del Riesame aveva decurtato circa sei milioni degli oltre 25 sequestrati precedentemente. Nel dettaglio erano stati decurtati 3 milioni 945mila 683 euro degli oltre 4 milioni che erano stati sequestrati ad Andrea Moretti, 2milioni 312mila 497 euro per il padre ed infine per l'altro figlio Alberto Moretti di oltre 173mila euro. Beni che non torneranno comunque nelle mani nelle tasche della famiglia Moretti. Le cifre defalcate dal Riesame saranno infatti confiscate in quanto ritenute profitto di altri reati, sempre di natura finanziaria, per i quali si è già arrivati a sentenza di condanna. Nell'istanza inoltre viene messo in luce quel meccanismo con il quale si muoveva il gruppo Moretti, emerso dalle indagini della Guardia di Finanza. Attraverso operazioni, considerte dagli inquirenti "opache", di reinvestimento di capitali non tracciati e transitati su conti aperti in Paesi esteri, avevano dato vita una fitta rete di società, che sarebbero risultata artatamente create e fatte galleggiare per anni, con una tendenziale inattività. Ci sono poi le distrazioni di capitale, milioni di euro prelevati dai vari componenti della famiglia da società bancomat, ovvero società prestate al bisogno personale di ciascuno degli indagati.  Un vorticoso ed ingiustificato giro di denaro, transitato senza sosta da conti nazionali a consti esteri, aperti ovviamente in paradisi fiscali e viceversa. Antonio e di due figli, Andrea e Alberto, avevano inoltre trasferito la residenza all'estero, risultando nullatenenti per il fisco italiano, ma continuando a tenere le redini degli interessi del gruppo in Italia e conservando un tenore di vita elevatissimo. A rispondere del delitto di autoriciclaggio saranno solamente Antonio Moretti ed i due figli, Andrea ed Alberto. Per gli altri invece il capo d'imputazione è riciclaggio. Nel frattempo infine sono state avviate rogatorie internazionali, sotto la lente d'ingrandimento i conti presenti nei paesi esteri: Lussemburgo, Inghilterra e Svizzera.

Intanto è stato ritrovato in un cantiere di Pisa lo yacht scomparso e sfuggito ai sequestri