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"Si pensi alle nostre nascite e non a quelle della Sierra Leone", polemica Lega-Asl "Si pensi alle nostre nascite e non a quelle della Sierra Leone", polemica Lega-Asl

“Da tempo abbiamo sollevato il problema del punto nascite a Bibbiena che è stato chiuso e adesso le donne casentinesi devono recarsi ad Arezzo per partorire. E quello di partorire per strada non è più neppure un rischio visto che nel 2017 un bambino è stato fatto nascere al Pronto soccorso. Carenze di questo tipo non sono più ammissibili, tanto più che Regione e Usl Toscana sud-est si preoccupano di favorire nascite sicure in Sierra Leone. Soldi pubblici per un paese straniero mentre si abbandona una fetta di territorio regionale come quello del Casentino –commenta il consigliere regionale Marco Casucci (Lega)- Da tempo ci battiamo affinché non vi siano depotenziamenti nelle strutture sanitarie in Toscana”.

“Si può pensare sicuramente anche ai paesi stranieri, che hanno seri problemi, ma prima bisogna preoccuparsi dei Casentinesi, la priorità è per il territorio. Se poi ci sono risorse è bene aiutare anche gli altri, ma prima è un obbligo pensare alla nostra gente come fa un buon padre di famiglia” ha detto Egiziano Andreani, Responsabile della Lega per la Vallata del Casentino.

LA REPLICA DEL DIRETTORE GENERALE DELLA ASL ENRICO DESIDERI

A coloro che oggi hanno sollevato e criticato la questione degli aiuti in Sierra Leone per garantire nascite sicure, vorrei dire che un bambino è un bambino ovunque. Se muore in Sierra Leone ci piange il cuore, anche se è lontano da qui. Per noi, quei medici e quegli operatori aretini che a loro spese vanno in Africa e dedicano il tempo libero per salvare mamme e bambini, sono persone a cui dobbiamo tutto.

Invito chi parla di questi temi a ricordarsi cosa dice l’OMS: “Non lasciamo nessuno indietro”, siamo tutti uguali. Se li aiutiamo perché possano sopravvivere lì, nella loro terra, forse alcuni fenomeni che anche noi non vorremmo, non accadrebbero”.