Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Sorpreso dalla Finanza con 15 chili di oro ed argento nascosti in auto: denunciato Sorpreso dalla Finanza con 15 chili di oro ed argento nascosti in auto: denunciato Sorpreso dalla Finanza con 15 chili di oro ed argento nascosti in auto: denunciato

Sequestro record di metallo prezioso da parte della Guardia di Finanza di Arezzo. Oltre 13kg di argento e due di oro per un valore di circa 100.000 euro. Gli uomini delle fiamme gialle aretine li hanno ritrovati a casa di un aretino che è stato denunciato per ricettazione e violazione della nuova disciplina sui metalli preziosi. Tutto è nato da un controllo su strada. I finanzieri hanno fermato l'auto con alla guida l'aretino ed in quella occasione sono stati ritrovati a bordo del veicolo due chili d’oro in lamine “di dubbia provenienza” e oltre 5 mila euro di contanti. Da qui sono partite le indagini portate avanti dagli uomini della Compagnia della Guardia di Finanza di Arezzo guidata adesso dal Capitano Federico Vanni, arrivato in Toscana al termine di importanti incarichi in Sicilia. I successivi approfondimenti hanno permesso di ritrovare abitazione dell’uomo. Qui hanno sequestrato 13chili e 500 grammi di argento tra grani, lamine e verghe, materiale privo di marchi identificativi e oreficeria usata. L'aretino è stato così denunciato. L’operazione rientra tra i controlli disposti a livello centrale dal Comando Generale – leggiamo nel comunicato - in attuazione del Dispositivo Permanente a contrasto dei traffici illeciti, che ha la finalità di individuare i capitali di origine illecita e contrastare ogni forma di condotta in grado di inquinare l’economia legale e di alterare le condizioni di concorrenza”.