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Slitta ad ottobre la riapertura di Ponte Buriano Slitta ad ottobre la riapertura di Ponte Buriano Slitta ad ottobre la riapertura di Ponte Buriano

Proseguono incessamente i lavori per il restauro ed il risanamento conservativo dei rostri di Ponte Buriano. Il ponte da tempo monitorato dai tecnici dell’Amministrazione Provinciale e della Soprintendenza, è stato oggetto di un attento studio che ha portato alla redazione di un primo urgente ed improcrastinabile progetto di restauro, teso a fermare le criticità più importanti del manufatto, che termineranno entro il mese ottobre. Lavorare su un’opera d’arte è sempre un’incognita, soprattutto se rappresenta un nodo viario strategico, interessato da un incessante traffico che per oltre il 25 % è costituito da veicoli pesanti . Già in tempi non sospetti, prima ancora della recente ferita del crollo del ponte Morandi di Genova, che ha riportato all’attenzione le problematiche dei ponti e viadotti, la Provincia di Arezzo ha evidenziato e segnalato alla Regione Toscana le situazioni di criticità e precisamente il viadotto di Ponte Presale lungo circa 400 metri e il ponte sulla 69 a Ponti di Palazzone lungo circa 200 mt. Nonostante la stretta del patto di stabilità, le poche risorse a disposizione e l’esiguo personale, la Provincia di Arezzo vigila costantemente sulla salute delle infrastrutture e sui 698 ponti che insistono sulla viabilità; ma sono da escludere situazioni di imminente pericolo e di inutili allarmismi. L’intervento su Ponte Buriano, è avvenuto in tempo e nel momento giusto per metterlo in sicurezza. Purtroppo problematiche contingenti relative alla complessità dell’opera Buriano hanno reso necessario la proroga della chiusura al traffico fino ad ottobre, avvallato anche dal summit avvenuto in Prefettura negli scorsi giorni. Proroga che consentirà alla ditta di eseguire correttamente tutte le delicate fasi dell’intervento, che non riguardano solo il maquillage del paramento murario, ma soprattutto il risanamento conservativo. I malanni riscontrati in corso d’opera al glorioso manufatto non sono pochi ne lievi. Da un’apparato radicale storicizzato, all’interno del riempimento terroso, che preme contro il paramento murario allentandolo e facendolo rovinare in Arno, allo spanciamento delle murature interne dei rostri dovuto all’incessante pressione esercitata dal traffico sul sottofondo stradale che hanno portato a mettere in cantiere ulteriori nuovi interventi di deradicalizazione, consolidamenti e ricostruzione delle murature. Tutte le lavorazioni sono indubbiamente legate alle condizioni metereologiche e alla gestione del fiume, ma si conluderanno massimo entro il mese di ottobre, consapevoli anche del fatto che a novembre inizieranno le piene del fiume.