Equitazione, un week-end di prova per bambini e ragazzi a Mulinelli

Sabato 18 e domenica 19 marzo dalle ore 15.30 in poi alla Scuderia Pan a Mulinelli ci sarà la possibilità di fare una prova gratuita in sella a pony e cavalli per bambini e ragazzi.
A tutti i partecipanti sarà consegnata una lezione omaggio e alla classe scolastica che parteciperà con almeno 10 genitori sarà offerta una gita gratuita presso il pony club.
I bambini aretini vanno a cavallo e lo fanno in una percentuale molto alta. Cinque volte più di quella che ci si aspetterebbe in base al numero della popolazione. Stando alla statistica dovrebbero essere 66 e invece sono 300 i bambini e ragazzi tra i 4 e i 16 anni che praticano equitazione nei centri Fise di Arezzo, di cui 200 hanno dai 4 ai 10 anni e di questi 2 su 3 sono femmine.
I dati sono venuti fuori in un incontro col pediatra rivolto alle famiglie e organizzato dal pony club Scuderia Pan, che da anni mette in sella i giovanissimi. Come relatore è stato scelto il professor Italo Farnetani, professore ordinario di Pediatria presso l’Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche. E non a caso. Farnetani è infatti un grande comunicatore che vanta interventi sui media nazionali ed in più è un appassionato di equitazione. Sport che lo riporta al tempo dell’adolescenza quando andava in Inghilterra per studiare la lingua, ma poi finiva per passare molte ore a cavallo immerso nel verde della campagna.
E adesso si è trovato a parlare dei benefici dell’equitazione alle famiglie, con dati che mettono in buona luce la città di Arezzo.
“Sono orgoglioso di essere aretino - ha esordito - nella nostra città la percentuale dei bambini che va a cavallo è molta più alta rispetto alla percentuale che ci toccherebbe per numero di abitanti. Dovremo essere al 2,6% e invece siamo al 13% di bambini che si dedicano agli sport equestri. E questo è garanzia di salute, perché praticare equitazione (come si vede dal mio decalogo) e stare all’aria aperta promuove la salute.”
Una passione per il cavallo che non nasce per puro caso.
“Questi dati così importanti - ha continuato il professor Farnetani - stanno ad indicare che le scuole di equitazione aretine, 24 in tutto, hanno lavorato bene e con professionalità invogliando i bambini a praticare equitazione. Ma c’è ancora di più. Una molla eccezionale che spiega questa importante percentuale è la Giostra del Saracino, che in città ha radici profonde e coinvolge centinaia di persone. Il bambino in mezzo a Piazza Grande si abitua a vedere il cavallo, a studiarne le reazioni. Inizia a conoscerlo ed amarlo. E poi lo va a cercare nei centri ippici. E questo legame è molto importante, perchè l’equitazione è l’unico sport che si fa con un animale, in cui il bambino o ragazzo interagisce con un essere vivente ed impara a modificare il suo atteggiamento in base alle reazioni del cavallo. E con la pratica dell’equitazione fortifica la sua autostima. Fondamentale è poi il fatto che è uno sport che si fa all’aria aperta e in campagna, dove l’aria è buona.”
“Sono un ippo-babbo - ha confessato durante l’incontro Goffredo Pasquini referente per la Fise ad Arezzo e responsabile regionale per le scuole, gli eventi storici ed equitazione di campagna - e quello che ha detto il pediatra l’ho vissuto con i miei due figli. Due figli adesso grandi e di cui vado fiero per il potere di controllo, la sicurezza e la voglia di combattere che hanno acquisito anche grazie all’equitazione. Uno sport eccezionale che si inizia a 4 anni e si lascia solo quando si muore. Uno sport “democratico” che grazie al cavallo dà la possibilità a maschi e femmine di gareggiare insieme e ad armi pari. E non è un caso che il 70% dei tesserati Fise ad Arezzo sono donne.”
“Il decalogo dell’equitazione per i giovanissimi mi convince - ha detto Massimo Dal Piaz, referente regionale Fise per le scuole - Da militare mi colpisce il concetto dell’autostima. L’equitazione esercita il coraggio ed il bambino diventa consapevole delle proprie potenzialità.”

Sarà possibile anche prendere informazioni sui campi solari che si terranno per l’intera estate.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare Sonia 339/3831416 o Francesca 334/1545975

Il decalogo di salute equestre scritto da Farnetani
1 C'è il contatto con un essere vivente, il bambino si abitua a conoscerlo e avere un'interazione con l'animale.
2 C'è la possibilità di vivere all'aria aperta, lontano dal traffico. Ricordiamo che nei 150 metri vicino ai semafori, c'è un alto tasso d'inquinamento.
3 L'equitazione è uno sport globale che coinvolge l'intero organismo.
4 Permette un maggior sviluppo della muscolatura del tronco e delle gambe, pertanto è facilitata la stazione eretta e si facilità la postura.
5 Accresce l'autocontrollo: il bambino si abitua a modulare i propri comportamenti per non irritare l'animale.
6 Aumenta l'autostima, perché il bambino o l'adolescente impara ad avere una risposta da parte dell'animale ai suoi comandi. Quando si accorge che riesce a condizionare l'ambiente, avrà un aumento dell'autostima.
7 L'equitazione può essere iniziata a 4 anni, tutti questi vantaggi iniziano in una fase precoce dello sviluppo, potendo influire positivamente sullo sviluppo psicofisico.
8 I bambini e gli adolescenti possono cavalcare insieme ai genitori e così c’è l’incremento del rapporto familiare.
9 L'equitazione non è uno sport subito competitivo. Le gare vengono effettuate al termine di un percorso formativo, e, soprattutto nei primi anni di vita, viene privilegiato l'apprendimento e l'interazione con l'animale.
10 È uno sport che può essere praticato anche dai bambini in soprappeso o obesi, al contrario di altri sport dove l'eccesso di peso o l'atteggiamento impacciato limitano la pratica.




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