Le favole per bambine ribelli: incontro con le autrici

Elena Favilli è nata a Loro Ciuffenna. Da qui è partita per laurearsi in Semiotica all’Università di Bologna. Quindi la California: a Berkeley ha studiato Digital Media. Infine San Francisco dove con Francesca Cavallo, autrice e regista di teatro, ha fondato nel 2012 Timbuktu Labs, che crea prodotti innovativi per bambini.
copertina libro bambini ribelliQui sono nate Le storie della buonanotte per bambine ribelli, libro pubblicato in Italia da Mondadori che è diventato un caso editoriale internazionale. Per la sua qualità ma anche per essere il libro che ha ottenuto maggiori finanziamenti nella storia del crowdfunding. Grazie a Kickstarter, ha raccolto oltre un milione di dollari in 70 nazioni e in meno di un mese.
Ha già venduto 90mila copie negli Usa ed è stato tradotto in 12 lingue. La formula editoriale? 100 biografie di donne famose. Sono queste le favole da raccontare alle bambine ribelli: storie vere di scienziate, artiste, scrittrici, sportive. E ogni “favola” è abbinata ad un ritratto a colori. Sono ovviamente 100 come le storie e sono state disegnate da 60 artiste.
Elena Favilli e Francesca Cavallo saranno martedì 14 marzo, alle ore 17, nella sede della Cooperativa sociale Koinè, in via Duccio da Buoninsegna ad Arezzo. L’iniziativa è del Kral della cooperativa.
“Siamo oltre 600 soci e per il 92% siamo donne – sottolinea la vice Presidente Elena Gatteschi. Così come i due terzi del Consiglio d’amministrazione. Percentuali che sono il frutto, in modo particolare, della tipologia dei servizi e della storia di Koinè. Ma sono largamente superiori a quelli della media nazionale della cooperazione sociale: 92% contro 75%. Tra noi si concretizza una connessione naturale tra i valori della cooperazione e quelli di genere: entrambi hanno la persona al centro delle scelte. Il libro di Elena Favilli e Francesca Cavallo è un “manuale” su come crescere avendo fiducia in noi stesse. I testi per i bambini sono, appunto, per bambini e spesso relegano le bambine a ruoli che sono quelli subordinati e stereotipati. “Le storie della buonanotte” raccontano quelle di donne che hanno avuto successo e sono diventate famose. Poi ci sono anche le donne che ogni giorno fanno cose magari piccole ma importanti per la loro comunità. Lo fanno con competenza, intelligenza e passione. La cooperazione sociale è il luogo ideale per loro”.




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