L'Infinito di Leopardi in esposizione a Cortona

La poesia di Giacomo Leopardi, nonostante i due secoli che ormai separano la nostra epoca da quella in cui è vissuto il poeta, continua ad esercitare un grande fascino. Leopardi infatti può essere considerato uno dei pochi autori che è riuscito a parlare "al cuore dell'uomo", a porre delle domande complesse e sempre attuali sul significato della vita e della presenza dell'uomo nel mondo; non a caso egli è considerato addirittura un anticipatore dell'Esistenzialismo, corrente filosofica che si svilupperà tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento.  Nel 1819 a soli 21 anni Giacomo Leopardi compone l”Infinito” una poesia che ancor oggi mantiene intatto il suo fascino.  Il manoscritto originale di questa incredibile composizione per la prima volta viene esposto al pubblico nell’ambito di una mostra.  
Un’esposizione unica ed in anteprima assoluta; Cortona, infatti, è la prima tappa di un progetto destinato a portare in tour in Italia la grande poesia di Giacomo Leopardi; ma fino a domenica 3 settembre solo a Cortona sarà possibile emozionarsi di fronte alle parole autografe del Sommo Poeta di Recanati.
A Cortona, quale evento collaterale della Cortonantiquaria, la mostra antiquaria più antica d’Italia che quest’anno raggiunge la 55ma edizione, grazie ad una collaborazione tra il Comune di Cortona quello di Visso e la Scuola Normale Superiore di Pisa, è esposto il carteggio originale di Giacomo Leopardi tra cui anche il manoscritto della stesura de “L’Infinito”.
Il libro era custodito nella città di Visso, la struttura che lo ospitava e’ rimasta seriamente compromessa dal terremoto. Il Palazzo, costruito nel XIV secolo come sede del Podestà e’ sovrastato da una coeva chiesa di S.Agostino, sede del museo civico diocesano, anch’essa danneggiata dal sisma di agosto 2016. Il manoscritto era giunto a Visso venduto all’allora sindaco Gaola Antinori nel 1868 per 400 lire dal collezionista Prospero Viani di Bologna . 
Assieme a questo capolavoro altre opere collegate al sommo poeta di Recanati provenienti dalla collezione della Scuola Normale Superiore di Pisa. A Pisa, sede della Scuola Normale Superiore, Giacomo Leopardi soggiornò dal 9 novembre 1827 al 7 giugno 1828: a Pisa nacquero due dei «grandi idilli», Il Risorgimento e A Silvia.  Numerosi sono stati gli studiosi di Leopardi che si sono formati o hanno insegnato alla Scuola.  Una piccola ma significativa selezione delle loro pubblicazioni e di altri documenti rilevanti, oggi conservati presso la Biblioteca e il Centro Archivistico della Normale, si affianca all’esposizione, promossa dal Comune di Cortona, dell’autografo di Visso.
Si tratta, in particolare, di carte o libri tratti dalle raccolte (tutte oggi in Normale) di Alessandro D’Ancona (1835-1914), maestro in Normale del rinnovamento positivistico della storia della letteratura italiana. Del suo allievo Michele Barbi (1867-1941), il maggiore filologo italiano della prima metà del Novecento. Dell’italianista Mario Fubini (1900-1977), docente alla Scuola di Storia della critica letteraria e specialista degli studi leopardiani.
Di Cesare Luporini (1909-1993), storico della filosofia e studioso del pensiero di Leopardi. Di Sebastiano Timpanaro (1923-2000), filologo classico ed eminente studioso del Recanatese. Si espone la monumentale edizione in fac-simile dello Zibaldone, pubblicata dalle Edizioni della Normale a cura dell’autore di una innovativa edizione dei Canti, Emilio Peruzzi (1924-2009); e il catalogo della mostra pisana organizzata in occasione del bicentenario leopardiano del 1998, cui parteciparono, oltre a Peruzzi, altri specialisti legati alla Normale: l’esemplare esposto è quello appartenuto a un altro mormalista, il filologo e storico della letteratura Vittore Branca (1913-2004), che alla Biblioteca della Scuola ha donato i propri libri.
Fino a domenica 3 settembre a Palazzo Vagnotti per la 55ma mostra Cortonantiquaria.




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