Crisi Arezzo, assemblea di Orgoglio Amaranto. Ghinelli annuncia: "già al lavoro per contattare imprenditori aretini"

La grave situazione societaria che si è verificata in casa Arezzo dopo il disimpegno annunciato dal presidente  Mauro Ferretti sta suscitando diverse preoccupazioni in città. Uno striscione della Fossa è apparso a Palazzo Cavallo invitando il sindaco Ghinelli a fare la sua parte. La vicenda è arrivata anche in consiglio comunale con le interrogazioni dall'opposizione di Francesco Romizi ed Alessandro Caneschi. La risposta di Ghinelli lascia intendere un impegno immediato del sindaco: "'Intanto, dispiace avere appreso dai giornali – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – del disimpegno di Ferretti. Ma al di là di questo aspetto, il comune di Arezzo si deve occupare di questa vicenda perché dopo BancaEtruria, dopo la Cantarelli, dopo la Cadla, la città non può permettersi un'ulteriore duro colpo alla propria immagine. Mi sono così attivato per mettere in piedi una cordata che sostenga almeno per questo anno, e spero per il futuro, le sorti della squadra. In questa fase, tuttavia, la riservatezza è fondamentale altrimenti si fa un pessimo servizio agli eventuali imprenditori che hanno la volontà di esporsi economicamente. C'è anche un piano B, ovvero mettere la squadra nelle mani di soggetti non aretini. Siamo aperti a colloqui anche con questi ultimi, di certo tutti i percorsi che vedono la figura del sindaco garante di un processo di salvataggio saranno esperiti”." In queste ore ci sarà un primo incontro tra Ghinelli ed il vicepresidente Riccioli a cui Ferretti ha annunciato di aver dato ogni tipo di delega nella gestione di eventuali trattative. La sensazione è che l'Arezzo versi in condizioni tutt'altro che facili, forse ancora meno incoraggianti di quelle prospettate fin qui.  Nel frattempo si leva la voce del Comitato Orgoglio Amaranto: "Preso atto della grave situazione in cui versa l'Unione Sportiva Arezzo, da noi peraltro già paventata fin dal giugno scorso, chiediamo a tutta la città, all'amministrazione comunale e all'imprenditoria aretina di prendere piena coscienza del problema e di cercare in tempi brevi una soluzione che possa quantomeno salvare la stagione e di conseguenza il titolo sportivo. Ora è il momento di stare tutti uniti, lasciando da parte polemiche e processi sommari, e di remare tutti dalla stessa parte e tirare fuori il nostro “Orgoglio Amaranto”. Non servono parole ma fatti e ci rivolgiamo in particolare al Comune di Arezzo affinché non commetta i disastrosi errori dell'anno 2010, quando all'inerzia e incompetenza della politica rispose solo la generosità del grande Marco Massetti, che ci consentì di ripartire mentre le Istituzioni brancolavano nel buio, o peggio ancora consegnavano il titolo sportivo al primo che passava. Se così fosse ancora, saremo noi, e la legge in forza del nostro 1% ce lo consente e permette, a staccare la spina come fa un familiare al suo affetto più caro, solo per non rendere la sua agonia ancora più atroce. La prossima settimana organizzeremo un incontro pubblico dove tutti avranno la possibilità di dare il loro contributo in termini di iniziative e idee per non far morire la nostra passione. Forza Arezzo !!!!!!!"




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