Stop migranti, sanzioni e tassa di soggiorno per le cooperative: tre atti di indirizzo di Bardelli VIDEO

“Dobbiamo prendere atto della difficile situazione che si è venuta a creare con l’aumento esponenziale del numero di migranti nel territorio comunale. Accanto a quelli stanziali in città, aggiungiamo quelli che si spostano, specie nelle ore diurne, dai Comuni limitrofi nel Comune capoluogo. È noto che nei prossimi mesi verrà bandita una nuova gara per ampliare il numero dei posti per l’accoglienza: ritengo che, per la salvaguardia della sicurezza e per la tenuta del tessuto sociale, occorra andare nella direzione esattamente opposta, ovvero sia imprescindibile lavorare per ridurre il carico attualmente in essere. Diminuzione delle presenze straniere, non aumento. Inutile ricordare che attualmente, a causa dell’arrivo di centinaia di migranti, si susseguono episodi di cronaca nera e di dilagante criminalità”.

Con questa premessa il consigliere comunale Roberto Bardelli ha presentato i tre atti di indirizzo che verranno iscritti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale e che chiedono innanzitutto alla Giunta di porre in essere tutte le iniziative volte a impedire la partecipazione ai bandi suddetti in primis del Comune di Arezzo ma anche degli enti o di altri soggetti partecipati o controllati dal Comune stesso.



Ma non basta – ha proseguito Bardelli – il tema tassa di soggiorno, che forse vedrà finalmente la luce nel 2018, non merita di essere affrontato solo in relazione al turismo e ai suoi flussi ordinari. Ritengo infatti che questo tributo debba essere esteso a tutte le forme di permanenza temporanea e di ospitalità che esistono nel territorio, proprio al fine di farne derivare, su scala generale, un ritorno positivo per la comunità. C’è una situazione da far presente a tale proposito: dai provvedimenti di assegnazione relativi a bandi del passato, è emerso come diverse strutture già precedentemente adibite ad attività di ospitalità, come case vacanza o alberghi, o destinate ad abitazione e locazione, come gli immobili privati, siano diventati luoghi di accoglienza dei migranti. Se nei primi casi, alberghi e case vacanza, una destinazione riconducibile all’ospitalità era connaturata alla natura dell’impresa, non sfugge come la destinazione per i secondi casi, private abitazioni, sia stata, de facto, mutata in vere e proprie attività imprenditoriali, seppur nel quadro di una convenzione pubblica. E uso non a caso il termine ‘imprenditoriali’ perché, anche questo è noto, dall’ospitalità a pagamento dei migranti ne deriva una produzione di reddito. Pertanto, per evidenti ragioni di equità, questi immobili non possono essere sottratti, innanzitutto, alle aliquote Imu e Tari al pari degli altri destinati ad attività imprenditoriali di ospitalità e, dal momento della sua introduzione, alla tassa di soggiorno, da applicare rigorosamente per ogni ospite”.

Infine, il terzo atto di indirizzo: “non possiamo trascurare proprio la cronaca quotidiana di cui ho accennato in premessa. A causa di essa, sono state costrette a intervenire l'amministrazione comunale e le autorità di pubblica sicurezza. Per questo chiediamo alla Giunta di assumere tutti i provvedimenti atti ad accertare e sanzionare la non osservanza degli obblighi previsti in materia di assistenza sanitaria e di igiene ambientale e, in generale, di quello che i capitolati di gara prevedono, dai pasti al sostegno socio-psicologico, dall'assistenza linguistica alla conoscenza del territorio. Se accoglienza deve essere, questa non può trasformarsi in una scommessa ai danni di Arezzo con il solo guadagno per il soggetto aggiudicatario del bando”.

Con Roberto Bardelli erano presenti Cristiano Romani e Matteo Grassi del Movimento Nazionale: “il problema è di ordine politico, il movimento porta di conseguenza una proposta che vuole condurre Arezzo a una svolta. Anche per mantenere gli impegni presi in campagna elettorale nel 2015, assieme ai nostri alleati con i quali siamo disponibili a discutere in Consiglio Comunale ogni elemento migliorativo. L'importante è il messaggio da lanciare. A noi non sfugge il business che sta dietro ai migranti, i famosi 32,50 euro a testa devono essere spesi effettivamente per svolgere tutta quella serie di attività che prevede, per chi fa accoglienza, il ministero dell'Interno con le sue direttive. L'emergenza in certi quartieri della città non è finita, i fatti hanno dato ragione ai nostri allarmi, e la disponibilità delle forze dell'ordine non deve diminuire. Questi atti di indirizzo devono essere letti in una loro coerenza logica, il problema non è la Fraternita dei Laici ma il controllo a monte dei requisiti di chi partecipa ai bandi e il monitoraggio attento, a valle, delle prestazioni rese dai soggetti vincitori che non possono solo pensare di risparmiare sui costi ai danni della sicurezza sociale”.




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