Limiti alle sagre, Confcommercio: "Castiglion Fiorentino un esempio da seguire per altri comuni"

“Ancora una volta, dopo il caso della chiusura di alcune strutture ricettive false, siamo piacevolmente “costretti” a fare al Sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli i nostri complimenti per le azioni concrete che sta portando avanti a difesa della legalità e della concorrenza leale, contro l’abusivismo”. Lo dice la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini dopo che l’Amministrazione Comunale ha approvato il nuovo regolamento sulle sagre.

“Sono anni che chiediamo a tutti i Comuni di normare il fenomeno delle sagre e delle feste di paese, che negli ultimi anni è esploso, ma purtroppo finora pochissimi ci hanno dato una risposta: Arezzo, Bucine e Castiglion Fiorentino, che tra l’altro, con le ultime modifiche e integrazioni apportate qualche giorno fa, ha adottato un regolamento esemplare per molti aspetti, che dovrebbe essere preso a modello dalle altre Amministrazioni. Anche perché – spiega Anna Lapini – prende finalmente in esame anche i circoli privati, obbligandoli a rispettare determinate limitazioni nella promozione dei loro eventi. Insomma, se è vero che rispetto ad un locale normale circoli e sagre godono di tante esenzioni dal punto di vista fiscale e non solo, è giusto anche che siano tenuti al rispetto dei vincoli previsti dalla legge”.

“Nessuno ce l’ha con le sagre per partito preso”, ricorda la presidente di Confcommercio Toscana, “quelle vere, che valorizzano la tradizione gastronomica e la tipicità, fanno anzi un gran bene al territorio, anche sotto il profilo turistico. Il problema sono i tanti, troppi eventi, nati per finanziare questo o quel soggetto oppure semplicemente per fare cassa lucrando su un’attività che, invece, dovrebbe essere propria dei ristoranti”.

“Abbiamo avuto modo di parlarne anche con il sindaco Mario Agnelli, che ha perfettamente compreso le nostre istanze: sono le imprese a creare vera ricchezza e vera occupazione sul territorio e per questo vanno tutelate dalla concorrenza sleale. Stabilito questo, poi c’è spazio per tutti. Anche per chi, giustamente, vuole organizzare una festa paesana per celebrare una determinata tradizione o un piatto tipico”.

“Purtroppo, per motivi di convenienza politica e di organizzazione del consenso, tanti amministratori preferiscono stare in silenzio, chiudendo gli occhi su fenomeni palesi di abusivismo e concorrenza sleale, come quelli di chi usa le strutture delle sagre per fare catering e feste tutto l’anno. Doppio plauso quindi a chi ha il coraggio di porre fine agli abusi, anche a prezzo, forse, di un po’ di impopolarità”, conclude la presidente di Confcommercio Toscana.




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