Montevarchi, rapina al minimarket: fermati due giovanissimi albanesi

Al termine di oculate indagini sono stati identificati e denunciati alla competente Autorità Giudiziaria dagli Agenti della Polizia di Stato in servizio presso la Sezione Anticrimine del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Montevarchi i due autori di una rapina impropria commessa il 24 ottobre u.s. ai danni del Multimarket DOLIF di quel centro.
Si tratta di due cittadini albanesi H. F. di anni 19 e M.P. di anni 18, entrambi residenti in provincia, in regola con le norme sul soggiorno nel territorio dello Stato.
Gli stessi nel primo pomeriggio di quella data si introducevano a viso scoperto all’interno dell’esercizio commerciale e, pensando di non essere notati nè ripresi dall’impianto di videosorveglianza interna, trafugavano ed occultavano sotto i loro indumenti tablet ed altre apparecchiature elettroniche uscendo poi precipitosamente dallo stesso. A quel punto, invano, il personale addetto al negozio tentava di inseguirli ma, questi ultimi, vistisi scoperti, si liberavano precipitosamente dalla refurtiva aggredendo l’inserviente e minacciandolo di morte qualora non desistesse dall’inseguimento. Gli stessi si dileguavano poi nel centro storico avendo anche l’ accortezza di cambiarsi gli indumenti per eludere le ricerche da parte delle pattuglie del Commissariato allertate sul servizio 113.
L’inserviente, nel frattempo, veniva trasportato presso il locale Pronto Soccorso a seguito delle lesioni riportate.
Le immagini acquisite permettevano, tuttavia, al personale operante, di riconoscere almeno uno dei due malviventi, M.P., già noto alle Forze dell’Ordine, e quindi di recarsi prontamente presso il suo domicilio dove in effetti aveva trovato da poco rifugio. Il riscontro delle immagini e di parte degli indumenti ancora da lui indossati non lasciava dubbi, seppure la perquisizione sul posto dava esito negativo. Lo stesso a quel punto faceva parziali ammissioni, dichiarando di non conoscere l’altro giovane con il quale, in concorso, aveva commesso la rapina, se non per il solo generico nome di battesimo. Dichiarazioni che venivano subito smentite dagli accertamenti poi effettuati in banca dati che permettevano di appurare che in almeno due occasioni lo stesso era stato fermato in compagnia dell’altro straniero, a riprova di una conoscenza non occasionale. L’acquisizione delle immagini anche di quest’ultimo permetteva di avere la certezza sull’identità dell’altro autore della rapina impropria.




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