Crac Etruria, sarà maxiprocesso. Giornalisti tenuti fuori VIDEO

Sarà un maxi processo, forse uno dei più imponenti mai celebrato ad Arezzo. Oltre 2500 le richieste di costituzione di parte civile 39 in tutto gli imputati. E' il procedimento per il crac di Banca Etruria. Quattro i filoni d'inchiesta che sono stati riunificati in un unico procedimento. Di fronte al gip Giampiero Borraccia i legali degli imputati, ma nessuno è comparso in aula. Tra le richieste di costituzione di parte civile quella del liquidatore Giuseppe Santoni e di circa 170 azionisti.
Con loro anche i comuni di Arezzo e Castiglion Fiorentino. Gli ex risparmiatori si sono fermati con la stampa all'esterno del perimetro del tribunale, come disposto dalla presidente. Si torna in aula il prossimo 2 di novembre.

Confconsumatori ha depositato una ulteriore costituzione di parte civile per 47 suoi associati, azionisti e/o obbligazionisti subordinati della BPEL. Ha presentato un conto, agli imputati, di circa 600 mila euro di risparmi andati in fumo.  Si tratta principalmente di toscani (dei quali 7 livornesi, 1 aretino e 32 grossetano) oltre a 2 laziali, un piemontese, un milanese, un marchigiano e due pugliesi.
Per effetto con la riunione disposta questa mattina dal GUP, Dr. Borraccia, all’originario procedimento per bancarotta fraudolenta si sono aggiunti altri tre tronconi di indagini che vedono aumentare gli indagati a 37 persone ed aggiungersi, oltre agli amministratori ed ai dirigenti apicali della vecchia banca, anche i Sindaci revisori (cui si addebita quanto meno la colpa di non aver vigilato), per numerosissimi episodi di distrazione per un totale di circa 400 milioni di euro di operazioni e prestiti sconsiderati erogati ad amici, conoscenti e prestanomi. L’udienza, per effetto della riunione dei procedimenti, è stata rinviata al 2.11.2017 ore 9,30.

Polemica sull'esclusione dei giornalisti. Ecco il comunicato dell'Odg Toscana:

Nel corso dell’udienza preliminare per il processo del crac di Banca Etruria, il Tribunale di Arezzo ha confinato i giornalisti al di fuori del perimetro del Tribunale. Non solo a distanza dal luogo dell’udienza, ma anche separati e lontani dal luogo nel quale i risparmiatori truffati possono manifestare.
L’Ordine dei giornalisti della Toscana, coglie l’occasione per rilevare ancora una volta quanto le disposizioni del codice di procedura penale siano anacronistiche e penalizzanti per i cittadini, visto che i giornalisti sono tenuti a distanza dai fatti che devono raccontare.
Impedire all’informazione di svolgere il proprio dovere in modo compiuto è il peggior modo per garantire oggettività e trasparenza; per questo, l’Ordine dei giornalisti della Toscana invita il presidente del Tribunale di Arezzo a considerare l’opportunità di una diversa collocazione per i giornalisti che svolgono un servizio per la collettività e che devono dar conto all’opinione pubblica di una vicenda così rilevante, ma anche complessa.




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