Arezzo, migranti. Tito: "Il nostro non è un business"

Continua a far discutere l'argomento accoglienza richiedenti asilo in provincia di Arezzo. Dopo la pubblicazione delle cifre che percepiscono le associazioni e gli enti che si occupano di accoglienza Arezzo, ecco quanto vale l'accoglienza, anche il presidente dell'Associazione Culturale del Bangladesh di Arezzo, Tito Anizusamann, è stato pesantemente offeso sui social network. Ecco la sua rezione: 
"Non voglio entrare nel merito di quello che si dice sul mio conto: sono e saranno i fatti a parlare. Tuttavia, colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno avuto parole di apprezzamento nei miei confronti. E voglio ringraziare anche quelli che mi hanno offeso senza tenere in considerazione chi sono, da dove vengo e la mia storia. Penso che vivere in democrazia significhi avere la libertà di esprimere la propria opinione e per questo rispetto qualsiasi cosa si dica sul mio conto, piacevole e meno piacevole.
Voglio però fare una precisazione: l’Associazione Culturale del Bangladesh è nata nel 2007 e dalla sua fondazione non ha mai percepito un centesimo; successivamente, tutti i progetti, le manifestazioni culturali, gli orti cittadini, le mostre fotografiche, l’accoglienza ai rifugiati, le conferenze, gli spettacoli teatrali, i concerti, e chi più ne ha più ne metta, sono stati possibili perché mia moglie ed io abbiamo deciso congiuntamente di mettere a garanzia i nostri beni per poter accedere a fondi pubblici dedicati ad accoglienza e integrazione ... fondi che potessero rendere tutto questo possibile! La democrazia è libertà di parola, ma l’opinione deve essere informata, cosciente e frutto di riflessione, e non dettata da rabbia e istinto.
Ad Arezzo, sono sempre stato apertamente contro l’illegalità e mi sono battuto per la trasparenza perché quello che facciamo è tutt’altro che un business, ma una missione di civiltà, spesso anche molto faticosa.
All’interno della nostra struttura lavorano e collaborano quasi 20 persone tra italiani e stranieri e ogni giorno, attraverso il nostro Sportello aiutiamo molte persone in difficoltà, anch’esse sia italiane che straniere.
Per quanto riguarda l’accoglienza dei migranti, l’associazione affitta 6 appartamenti da proprietari italiani, paga affitti, utenze, abbonamenti per l’autobus, corsi di italiano, cibo, corsi di formazione professionali, vestiti, e molte altre cose, facendo ricadere di fatto la grande maggioranza dei soldi sul territorio aretino.
Sono momenti difficili per l’Italia e capisco che per accettare i cambiamenti ci vuole del tempo. So solo che, nel momento in cui sono stato chiamato a scegliere cosa fare della mia vita, ho deciso che una parte sarebbe stata dedicata alla creazione di una società migliore, più inclusiva e aperta. E durante il mio percorso non sono mancate nemmeno le critiche (anche quelle sul mio colore della pelle che da sempre mi fanno sorridere!). L’unica cosa che chiedo però è che le critiche siano costruttive e ragionate, e non impulsive e superficiali.
Chiunque voglia approfondire o conoscere meglio il lavoro che la nostra Associazione svolge sul territorio, è ben accetto a farci visita alla sede in Via Roma 18 a partire dal 28 agosto."




Questo sito web utilizza cookie con sole finalità tecniche, il cookie di profilazione di Google Analytics viene utilizzato in modalità strettamente anonima.
Cliccando su OK, l’utente accetta l’utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni, anche in ordine alla disattivazione, è possibile consultare l'informativa cookie e privacy completa.