Dati Excelsior,il lavoro c'è ma è quasi sempre a tempo determinato

In Italia oltre 491.000 contratti di lavoro da avviare ad inizio 2018, con il settentrione che fa il pieno di risorse umane, prevedendo l’attivazione di quasi il 60% di questi rapporti. E’ quanto emerge dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra gennaio e marzo 2018.
Nel 2017 il Sistema Informativo Excelsior si è innovato sia sotto l'aspetto metodologico che organizzativo per fornire indicazioni tempestive a supporto delle politiche attive del lavoro: sono state infatti modificate le tecniche di rilevazioni che si sono concentrate sulle tipologie dei contratti attivati, sui profili professionali e sui titoli di studio e di specializzazione richiesti dalle imprese.
Conseguentemente, rispetto al passato, non viene più evidenziato il numero assoluto dei nuovi occupati e quello di coloro che escono dal mondo del lavoro.
Una rilevazione nazionale condotta intervistando un campione pari a 102.000 imprese con dipendenti dei settori dell’industria e dei servizi che oggi è quindi in grado di offrire preziose informazioni sulle tipologie di lavori ricercati dalle aziende che assumono.
“A livello nazionale- sottolinea il Presidente della Camera di Commercio Andrea Sereni - è il settore del turismo è quello che registra la maggiore domanda di lavoro in questo inizio d’anno: quasi un contratto su 5 interessa infatti le professioni del commercio e turismo. Uno su 6, però, riguarda i diversi profili tecnici, soprattutto quelli specializzati nell’area commerciale e del marketing. Si mantiene stabile rispetto al mese scorso la richiesta di giovani. Pari al 35% del totale è particolarmente consistente, in rapporto al totale delle entrate programmate, da parte delle imprese dei servizi finanziari ed assicurativi, dell’industria turistica e dei servizi informatici e delle telecomunicazioni . In Italia il 19 le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Si tratta di un dato leggermente inferiore a quello della nostra provincia dove sono previste assunzioni indeterminate nel 21% dei casi mentre nel 79% i contratti attivati saranno a termine.
“ In provincia di Arezzo- evidenzia il Segretario Generale Dott. Giuseppe Salvini- le entrate previste per il 78% interesseranno le imprese con meno di 50 dipendenti ed i tre principali settori interessati sono quelli dei servizi alle persone, delle industrie tessili, dell'abbigliamento e calzature e del commercio. Il 52% dei contratti attivati si concentra comunque nel settore dei servizi. Una quota delle assunzioni pari al 30% interesserà i giovani con meno di 30 anni ed il 12 % delle entrate sarà destinato a personale laureato, il 32% ai diplomati, il 33 a coloro che sono in possesso di qualifica o diploma professionale. Per quanto riguarda il mismatch della domanda offerta di lavoro, cioè la difficoltà che le imprese hanno nel trovare i profili desiderati, il dato provinciale è uguale a quello nazionale, il 25% e le professioni considerate di più difficile reperimento sono quelle dei tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale, degli operatori dell'assistenza sociale e dei tecnici in capo informatico, ingegneristico e della produzione. Un mondo del lavoro che è specchio fedele del grande cambiamento che sta interessando il sistema delle imprese italiane.




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