Pane e olio a chi non paga la mensa scolastica, è polemica a Montevarchi

Ancora polemiche a Montevarchi sulla questione della famiglie morose che non pagano la mensa scolastica dei propri bambini. L'ex sindaco e consigliere comunale Grasso annuncia la novità introdotta dall'amministrazione comunale: pranzo con pane,olio e frutta per quei bambini i cui genitori non pagano la mensa. Grasso parla di provvedimento  "di stampo discriminatorio per situazione sociale e di censo.... Se i genitori non pagano la mensa, dal 6/11/17 ai bambini morosi verrà dato in un “cantuccio” solo pane e olio. Vergogna infinita. Dovessi andare fino al tribunale internazionale dei diritti del fanciullo e spendere un capitale ma per la dignità della nostra città, delle nostre scuole e dei nostri ragazzi attiverò una campagna mediatica senza precedenti per far ritirare questo ignobile provvedimento della attuale amministrazione.” In una nota il Comune di Montevarchi precisa: "A seguito dell’entrata in vigore del nuovo regolamento comunale sulla mensa scolastica approvato la scorsa primavera, alla scadenza del 31esimo giorno di mancato pagamento del corrispettivo per il servizio, è stata introdotta una misura alternativa con la fornitura di un pasto composto da pane, olio e frutta, a garanzia sopratutto del minore, e per permettere ancora ai genitori di intervenire celermente mettendosi in regola con il pagamento, dopo che per 30 giorni il pasto è stato comunque erogato regolarmente avendo avvertito e sollecitato più volte la famiglia di trovarsi in difetto. Il bambino sarà accompagnato presso il locale scolastico dove si troveranno già altri bambini che consumano il loro pasto portato da casa. Il precedente regolamento comunale del 1996 non prevedeva nessun margine di intervento, in caso di inadempienza, ma la sospensione immediata del servizio di erogazione del pasto. La scelta, in accordo anche con la società che gestisce il servizio, è ricaduta sulla preparazione di pane, olio e frutta, in quanto considerati alimenti con scarsa intolleranza alimentare e nessuna controindicazione legata a motivi culturali o religiosi. La misura alternativa non riguarda le famiglie con disagi economici in quanto tali condizioni sono già state prese in carico dai servizi sociali. L’ultimo monitoraggio sul servizio effettuato dall’amministrazione - conclude la nota - ha attestato una percentuale di rispetto del pagamento per il 97% degli utenti".
Adesso la vicenda è arrivata anche in Consiglio regionale, con una interrogazione urgente presentata dalla Vicepresidente Lucia De Robertis, del Pd, all'indirizzo all’assessore Grieco. L'obiettivo, spiega De Robertis, è di “sapere se la scelta del Comune di Montevarchi di penalizzare i bambini di famiglie morose con il servizio mensa, non sia incompatibile coi valori fondativi del sistema educativo e formativo regionale e legittimi dunque un intervento correttivo da parte della stessa Regione”.
“Il legittimo problema del dovuto pagamento del servizio mensa erogato dal comune - aggiunge la consigliera Pd - non può tradursi in una discriminazione degli alunni. La scelta del sindaco Chiassai di mettere a pane e olio i bambini le cui famiglie non sono in regola col pagamento del servizio mensa ha un impatto pedagogico disastroso, perché scarica sugli incolpevoli bambini i comportamenti omissivi dei genitori”.
“Questa scelta crea, in un momento di socializzazione importante per i bambini come è la mensa, una vera e propria segregazione, con ripercussioni psicologiche pericolose - sostiene la Vicepresidente del Consiglio regionale - colpisce, duramente, il senso di appartenenza dei bambini ad una comunità fondamentale qual è quella scolastica, compromettendo la caratteristica di equità, uguaglianza, solidarietà che deve avere il nostro sistema di educazione ed istruzione nel suo complesso”.
“Proprio per questo motivo - conclude De Robertis - ho presentato un’interrogazione urgente all’assessore Grieco perché questa scellerata scelta discriminante compromette pesantemente le caratteristiche e la funzione stessa del sistema educativo e formativo scolastico, creando sacche di discriminazione a danno dei bambini incompatibili con i valori fondanti del nostro modello di istruzione, basato sull’uguaglianza, l’inclusione, le pari opportunità”.




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